sabato 27 settembre 2014

Rango (2011) - il film d'animazione western di Nickelodeon



Rango (2011) – il film western di Nickelodeon!

Dopo l’indigestione di zuccheri causata da Callie Sceriffa del West, mi sono trovata a un bivio: da una parte, volevo ancora vedere cartoni ambientati nel selvaggio west, dall’altra, volevo un bel po’ di cazzotti, violenza, pistole e una realtà animata giustamente nuda e cruda. Quindi ho scelto di vedere Rango, film d’animazione 3D diretto da Gore Verbinski e con Johnny Depp che presta la voce, nella versione originale, al camaleonte protagonista (in Italia doppiato da Nanni Baldini). Per fare film d’animazione forti e adulti bisogna amare l’animazione, è quello che sembra dirci Verbinski, che, essendo una persona intelligente, sa che l’animazione è soltanto un altro medium per raccontare le storie, che possono essere complicate e mature come quelle di un film con attori in carne ed ossa. Ma cosa racconta Rango


*Attenzione: questa recensione contiene alcune rivelazioni sulla trama*
 

È la storia di un camaleonte domestico, che vive in una vaschetta insieme a un pesce di plastica, una palma e una bambola senza testa, con la quale si trastulla. Un giorno, mentre i suoi padroni sono in macchina, il camaleonte viene schiantato fuori e si trova nel deserto del Mojave…incontra un armadillo e dopo alcune peripezie anche una lucertola femmina chiamata Borlotta, perché suo padre adorava i fagioli borlotti (chissà cosa sarebbe successo se il padre avesse adorato “la pasta alla puttanesca”). Il camaleonte arriva in una cittadina western (a misura di animale!) chiamata Polvere (Dirt in originale, ovvero sporco), dove c’è carenza d’acqua. Inizialmente egli viene deriso, ma, nel saloon racconta di essere venuto da molto lontano e decide di chiamarsi Rango, leggendo questo nome su una bottiglietta. Rango diventa un eroe per caso uccidendo un’aquila che minacciava la città di Polvere e racconta anche di aver ucciso, con una sola pallottola, i fratelli del serpente Jack Sonaglio. Il problema principale del film è la carenza d’acqua a Polvere, e l’unico che custodisce acqua per sé, è il sindaco, una tartaruga, oltre ovviamente alla presenza di un mini-distributore che  garantisce l’acqua solo per un numero limitato di giorni. Il sindaco nomina Rango come sceriffo e questi dovrà riportare l’acqua nel villaggio. 


Credo che i creatori di Callie Sceriffa del West abbiano preso ispirazione (o copiato, decidete voi) da alcuni elementi presenti in questo film: innanzitutto abbiamo quattro piccioni-mariachi che ogni tanto, fermano l’azione, e cantano malinconici le gesta del prode Rango (che all’inizio del film non è neanche un eroe). I quattro piccioni, dall’accento spagnolo, sono malinconici quanto adorabili al tempo stesso, niente a che vedere con quei tre infantili e irritanti cani della prateria che ripetono l’ovvio (e il cui destino prossimo sarà o una pentola bollente e piena d’acqua o la casa di un cacciatore!). Altre due cose che i creatori del cartone prescolare hanno preso in prestito sono: la vecchia tartaruga e il succo di cactus.
Fortunatamente, in Rango sono presenti sia le pistole (Borlotta è il primo personaggio che vediamo impugnarne una) sia la violenza, e muoiono in scena ben due personaggi, in maniera molto d’impatto, anche se non si vede nessuna goccia di sangue. Le sequenze d’azione sono molto d’effetto e coinvolgenti, soprattutto quella in cui gli abitanti di Polvere inseguono la carovana con dentro la bottiglia d’acqua. 


Ma si tratta pur sempre di un western ambientato ai giorni nostri, e se gli animali protagonisti non si sono evoluti e modernizzati, gli umani hanno fatto progressi (costruito autostrade e macchine, ad esempio) e infatti sono stati proprio loro a sottrarre l’oro blu alla natura, spedendolo, grazie ad efficienti pompe, in città.
Lo sceriffo Rango riuscirà a risolvere la situazione e sconfiggere il serpente? Riuscirà a usare una sola pallottola per salvare la città dal nemico?
Graficamente parlando, la CGI utilizzata nel film è strepitosa, addirittura a livelli molto più alti di quelli di recenti film Disney come Frozen o Bolt, dove la CGI era usata per costruire un mondo sempre giocoso e fiabesco. Qui invece l’utilizzo delle luci, aride e secche, sembra immergere lo spettatore in un film pieno di attori in carne ed ossa o addirittura in una città del tempo che fu. I design degli animali sono tutt’altro che infantili, anzi, molto grotteschi, secchi e ruvidi e perciò promossi a pieni voti per l’impatto. Il più cartoonesco di tutti è forse il serpente, mentre i più grotteschi e ruvidi sono la topolina Priscilla e il sindaco John, ovvero la tartaruga. Infine abbiamo lo spirito del west, che è un personaggio tutto da scoprire e anche abbastanza sorprendente, che appare a Rango mentre, arrivato dall’altra parte dell’autostrada, si pone la fatidica domanda: “Chi sono io?”
E mentre scorrono i titoli di credito, sentiamo che Rango se ne è andato, ma la sua leggenda vive ancora… in che senso andato? È forse passato a miglior vita il nostro eroe?


In definitiva, Rango è un film eccellente come pochi film d’animazione dei giorni nostri riescono a essere. Lo spettatore viene catapultato in una città ancorata al passato e buttato in una mischia di animali violenti e grezzi, che però credono ancora in un futuro migliore. Il ritmo del film è veloce e i 111 minuti di durata volano via immediatamente. Non un film per bambini (anche se credo che se glielo proponete, di sicuro ne rimarranno affascinati per la complessità e vorranno vederlo e rivederlo), ma un film d’animazione quasi indie per la trama e le tematiche affrontate (so che cita vari film western, ma, conoscendo il western quasi solo tramite opere d’animazione e fumetti –come Gottfredson, Don Rosa, Carl Barks, la serie Ducktales e il film Mucche alla Riscossa e…se sbaglio mi corrigerete, ma qualche tempo fa girava pure una serie animata di Lucky Luke ? Perché credo di averne visto qualche spezzone alla Rai, ma ormai il tempo è volato- non sono riuscita a coglierle), decisamente meglio delle ultime proposte Disney e dei seguiti della Dreamworks. Un film in cui non riesco proprio a trovare nemmeno un singolo difetto, e che riguarderò con immenso piacere. Promosso a pieni voti! E ci dovrebbero veramente essere più persone con la stessa mentalità del regista qui in Occidente (e soprattutto in Italia, dove i pochi cartoni di buona fattura sono quelli di Enzo d’Alò), l’animazione è un’arte e anche gli animali antropomorfi possono essere spinti da pulsioni aggressive nei confronti degli altri o avere una psicologia complessa e profonda…perché la fantasia è soprattutto un mezzo per rileggere la realtà e criticarla. In conclusione…

Rango
Voto finale: 10/10

9 commenti:

  1. Non ne ho mai sentito parlare, sembra carino!

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    1. guardalo, merita davvero, non c'è mai un momento di noia ;)

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  2. Sembra carino. Avevo visto il trailer ma poi non l'ho mai recuperato. Ci faccio un pensierino!

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    1. sono sicura ti piacerà!
      Andando offtopic: che episodi di Gumball hai visto?

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  3. L'ho adoratooo! Simpaticissimo, realizzato benissimo e per quel che ricordo anche molto concreto!
    La scena finale l'ho assimilata alla tradizione dell'eroe che svanisce nel nulla, quindi al classico mistero sulle avventure e le buone azioni da lui compiute! :D

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  4. Mi è piaciuto tantissimo e la tua analisi del film è perfetta. Adesso ho voglia di rivederlo ^_^

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    1. grazie per i complimenti ;)
      se ti va di fare una recensione, sarei ultrafelice di leggerla <3

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  5. Condivido in todo quanto hai scritto. Anche per i richiami in Callie. Ho adorato Rango, e non perché trapeli odore di Depp tra la polvere...^_^

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