sabato 20 settembre 2014

PKNA Paperinik New Adventures - Trauma (il capolavoro di Tito Faraci e Lorenzo Pastrovicchio)

Questo pomeriggio spero di andare a vedere a pordenonelegge il famoso fumettista triestino Lorenzo Pastrovicchio, conosciuto soprattutto per aver disegnato le storie di Paperinik New Adventures, famosissima e interessantissima saga della Disney che io ho recuperato nella sua interezza (anche le storie dell'adulta ma frettolosa PK2 e di PK, il mediocre rifacimento in stile "ultimate") nel 2012, grazie alla proposta editoriale del Corriere della Sera.
 Non mi perderò in chiacchiere sui protagonisti della serie, dato che il mio scopo qui è recensire una storia (Trauma, appunto), nel caso non la conosceste, andate qui e vi sarà spiegato tutto molto bene!
ATTENZIONE: forse è inutile scriverlo, ma per meglio analizzare la storia, ho dovuto fare alcuni spoiler!
Trauma (PKNA #10, testi: Tito Faraci, matite: Lorenzo Pastrovicchio)
Per molto tempo, la gente è stata abituata a vedere il mondo Disney come un mondo dove i cattivi esistono, ma non sono poi tutto questo grave problema. Se escludiamo alcune storie di Floyd Gottfredson dove Gambadilegno faceva la parte del leone, i cattivi Disney non hanno mai rappresentato una minaccia paurosa, e, nonostante alcuni dei loro piani fossero veramente malvagi, quasi sempre venivano sconfitti con molta facilità dall'eroe di turno, che sia un Topolino o uno Zio Paperone.
Paperino è sempre stato il personaggio più umano della Banda Disney, e questo non è cambiato neanche quando, nel 1969, Elisa Penna, Guido Martina e Giovan Battista Carpi decisero di creare il personaggio di Paperinik. Paperinik era pur sempre un eroe comico e con aggeggi divertenti per fronteggiare i criminali. Quando nel 1996, Paperinik si è evoluto in PK, le cose sono cambiate...la 313-X è stata sostituita dalla futuristica PKCar e le armi, da semplici e quasi giocose pistole fornite dal buon vecchio Archimede Pitagorico, sono diventate molto più serie e potenti, come lo scudo extransformer. Possiamo leggere la storia di questi cambiamenti di armi nel fantomatico numero zero barra uno. Infatti, i primi numeri di PKNA, usciti come numeri di prova per vedere se la testata avesse fatto breccia sul potenziale pubblico (maschile in età adolescenziale), si intitolavano Zero (il leggendario Evroniani), Zero/Due e Zero/Tre...mancava però il numero zero barra uno, tutto per un errore della redazione. Per due anni, i collezionisti si sono chiesti che fine avesse fatto il fumetto in questione...risposta: non era mai esistito. Ma per soddisfare i desideri dei fan, la Disney nell'estate 1998, pubblico lo Speciale 1998, intitolato appunto Zero Barra Uno. Nello speciale, la cui storia si aggancia subito alla fine di Evroniani,vengono raccontati i vari retroscena: l'abbandono di Archimede, l'abbandono della 313-X, Paperina che inizia ad uscire con Gastone perchè si sente abbandonata dal fidanzato e i vari, comici piani, per evitare che Zio Paperone scopra l'esistenza del 151esimo piano della Ducklair Tower. Lo speciale in questione è significativo soprattutto per alcune frasi pronunciate da PK:
nella storia cornice (testi: Simone Stenti, disegni: Claudio Sciarrone)
Uno: "C'è qualcosa che dovrei sapere, socio?"
PK:"Socio. Mi chiami così e non capisci che cosa c'è? Noi non siamo soci, uno. Non potremo mai esserlo."
Uno:" Ma come?Ormai siamo una grande squadra!"
PK(togliendosi la mascherina e buttandola a terra):"Tu sei grande, Uno. Sei la più grande intelligenza artificiale del mondo. Io sono un piccolo papero e...e...ho paura!" 
nella storia Rinascita (testi: Gianfranco Cordara, disegni: Marco Forcelloni)
Paperina: "Passeranno mesi prima che Paperino abbia ancora mie notizie..."
PK:"Ma...""Avrei voglia di strapparmi la maschera e dirle tutta la verità. Ma è meglio che lei resti fuori da questa nuova storia. Ci vuole qualcuno che si sacrifichi per gli altri. Anche a costro di rimanere solo. Non è per questo che esistono gli eroi?"

Emerge quindi un affresco di PK come supereroe estremamente umano e capace di esprimere i suoi profondi problemi in maniera coscienziosa, senza rendersi colpevole di vittimismo.

Lo scontro tra bene e male
Trauma è la storia di due personaggi: prima di tutto di PK, supereroe pieno di paure e il cui passato in cui era vittima dei bulli gli torna prepotentemente a galla nella memoria, sia nel sonno, sia quando viene picchiato da Trauma in persona. Ma non solo...prima che PK incontri il cattivo della storia, cerca di salvare un povero malcapitato che, nel parco di Paperopoli, viene aggredito da due gang di bulli, ma purtroppo, dopo che PK spazza via i gangster, chiede il cellulare al povero malcapitato, che però travisa le intenzioni di PK e se ne scappa, credendo che anche il papero mascherato sia un bullo...ovviamente il kiwi Angus Fangus, famoso giornalista a Channel 00, conosciuto per essere piuttosto fazioso e opportunista , ne approfitta e al TG manipola le notizie, dando a PK del "falso giustiziere". Per quanto riguarda Trauma, è il Cattivo per eccellenza della saga, un bullo che mette paura, e io penso che sia giustissimo rappresentare, nelle storie, cattivi che suscitano emozioni negative. Trauma era un tempo un generale dell'esercito evroniano. Gorthan, il capobranca evroniano, aveva bisogno di una cavia per i suoi esperimenti di potenziamento fisico, e quindi aveva bisogno di un volontario...si fece avanti Trauma, che diventò il primo evroniano mutante della storia...una creatura superpompata e muscolosa.
Trauma era conosciuto per provocare la paura nelle sue vittime, una paura maggiore della sua forza, e quindi, in questo modo indeboliva l'avversario e lo trasformava in un inerme coolflame (i coolflames sono creature a cui gli Evroniani hanno assorbito tutte le emozioni, in pratica, degli "zombie" viventi e apatici). Trauma perciò si alimenta della paura delle sue vittime. Nella storia, Trauma scende sul pianeta Terra per dare una lezione a PK, da un po' di tempo nemico giurato degli Evroniani...è un cattivo potentissimo e distruttivo, la polizia non riesce a fermarlo. Inoltre questo evroniano provoca danni considerevoli alla PKcar, ma non a PK....almeno dal punto di vista fisico. Il nostro supereroe fugge come un codardo dalle grinfie del cattivo, e pur avendo riportato solo ferite lievi e superficiali, nell'anima PK è ferito, è stato sconfitto dalla paura. E qui interviene Uno, che, devo ammetterlo, di solito lo trovo il personaggio più irritante della saga per le sue battutine ironiche fuori luogo. Invece, in questo caso, l'intelligenza artificiale creata da Everett Ducklair (un papero geniale ma dalla potenza immensa e talvolta dannosa), da un ottimo consiglio a PK, ovvero quello di affrontare Trauma ad armi pari. Quindi PK indossa un'enorme armatura creata da Everett Ducklair e finalmente, grazie al coraggio, vince le sue paure e sconfigge finalmente Trauma, che, in fondo era il primo ad essere un vigliacco pauroso che sfogava le sue debolezze sugli altri, come un vero bullo.

La sequenza più significativa e realistica per me, però, è quella in cui un giovane Paperino (pochi anni prima della creazione del personaggio di Paperino Paperotto) si incammina verso la scuola scegliendo una strada alternativa per evitare i bulli, che però lo beccano e il papero, in preda al panico, tenta di scappare ("che buffo!" è il commento dei bulli), ma la paura la fa da padrone su di lui e soccombe. Questa sequenza, disegnata con la gabbia tradizionale tipica dei fumetti pubblicati sul Topo, è la più dura dell'intero fumetto, perchè mostra una situazione in cui tutti siamo capitati almeno una volta nella vita e c'era un periodo in cui non riuscivo neanche a posare gli occhi su quelle due pagine perchè sennò stavo male (e un po' mi vergognavo del passato). 
In definitiva, Trauma è un ottima storia di formazione e anche un ottimo modo per spiegare il bullismo ai ragazzi: il bullismo non deve essere commiserato, ma deve essere sconfitto, tramutando le emozioni negative che gli atti di bullismo trasmettono, come la paura, in emozioni positive, come il coraggio e tutti possono farcela, poco importa se si è soltanto "un piccolo fragile papero".
A differenza di altre storie di PKNA, Trauma non presenta una storia complicata e piena di sottotrame, ma una storia lineare con una morale veramente matura e profonda. 
Non manca qualche momento di umorismo per alleviare un po' la cupezza delle situazioni.
 I disegni di Lorenzo Pastrovicchio sono molto dettagliati e vale la pena soffermarsi, dopo la lettura della storia, a contemplare la bellezza fantascientifica e tecnologica degli ambienti e dei personaggi. La cosa più stupefacente è, oltre all'impatto visivo, la plasticità ed eleganza,che i personaggi ultramuscolosi e possenti riescono a trasmettere, e non è cosa da poco, dato che io a disegnare da me personaggi piuttosto muscolosi o enormi trovo ancora delle difficoltà. Poi, se guardo un riferimento riesco, ma da sola non riuscirei mai a disegnare un personaggio muscoloso senza farlo sembrare un pupazzone fiappo. Quindi, trovo che le tavole di Pastrovicchio siano ottime da copiare per impratichirsi nel disegno di personaggi "ingombranti".
Pastrovicchio, per disegnare l'intera storia, ha avuto ben cinque mesi a disposizione, e gli sforzi sono stati ripagati da un'ottima accoglienza della storia presso i Pkers (i fan di PK).
Se non avete ancora letto questo fumetto, procuratevi una copia di PKNA#10 oppure di PK-Il Mito 05 La vendetta perfetta e leggetela, perchè merita davvero. Un racconto di maturazione molto semplice, ma al contempo molto profondo e triste, anche se alla fine, grazie al buon senso, la giustizia trionfa.
Personalmente, io trovo Trauma una delle migliori storie di PKNA, anche se non la mia preferita (quella è Motore/Azione, sempre su testi di Faraci, ma con disegni della mitica Silvia Ziche, storia però dal tono piuttosto comico e assurdo)...quindi il mio voto finale di Trauma è 9 e mezzo su 10!
 Con questo, spero di aver la fortuna di incontrare Pastrovicchio questo pomeriggio. Intanto vi saluto e vi do appuntamento al prossimo post!




12 commenti:

  1. Risposte
    1. io l'ho riletta oggi in modo da avercela fresca in memoria...comunque la tua storia di PK preferita qual è?

      Elimina
    2. Li leggevo da piccolo e in maniera occasionale, senza contare che purtroppo non ho conservato nessun numero T.T

      Elimina
    3. puoi provare ad ordinare, se ancora disponibile, dal sito del Corriere la collana PK-Il mito fino al numero 25 (dove finisce la seconda saga) ;)

      Elimina
  2. Nonostante il post del mio collega su GiocoMagazzino, da poco sto recuperando PK.
    Trauma è un cult assurdo! Non vedo l'ora di leggerlo...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. già! ho ottenuto l'autografo di Pastrovicchio sabato scorso e me lo sono fatto fare accanto all'introduzione della storia.
      Comunque ci sono tante cose meritevoli di attenzione e da leggere ed è impossibile riuscire a leggerle/guardarle tutte in poco tempo o quando escono, quindi hai fatto benissimo a recuperare PKNA (meglio tardi che mai!), io dovrei recuperare Avatar, una mia amica me lo sta consigliando da tempo ;)

      Elimina
  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  7. PARTE 1) Ma io sono veramente esterrefatto. Al di là del cattivo gusto grafico, dark e monstre, insito in questo fumetto in effetti tipicamente adatto a un pubblico di teen ager ultragasati, con queste tipiche derive kitsch di gusto adolescenziale (e prodotto emblematicamente e prevedibilmente da molti artisti all'epoca ventenni), la cosa stupefacente è vedere che secondo i fan PK è oltretutto un fumetto "maturo". Tralasciamo il fatto che rispetto ai capisaldi del genere, o rispetto ad autori come Moore e altri, PK è una copia sbiadita. E sottolineo copia, perchè se il fumetto Disney è sempre stato originale PK è invece una scopiazzatura di clichè triti e ritriti, clichè per adolescenti in fase di infantile esternazione di tempeste ormonali espresse tramite i pupazzoni supereroistici. Il punto è che la "genialita" della serie è riuscire a far sentire il pubblico di riferimento, alquanto carente dal punto di vista intellettivo, a proprio agio, e compiaciuto nell'illusione che queste storie abbiano qualcosa di "maturo". PK tira in ballo infatti temi come il confine tra bene e male, il coraggio, il limite tra coscienza e automatismo dele azioni...Tutte cose molto interessanti, se non fosse che IN SE STESSE rappresentano spunti nobili, ma nel fumetto sono rappresentate con pochi elementi e in modo banalissimo, il che non rende certo PK un trattato di filosofia. PK trova il coraggio di affrontare Trauma vincendo le paure del proprio sè da "piccolo papero", e in questo c'è la grandezza dell'eroe. Una macchina rifiuta di continuare a "vivere" con un pezzo di ricambio perchè i sentimenti non possono essere automatizzati ("solo le macchine...lei non vorrebbe"). Frasi fatte e concetti di per sè nobili nella vita reale, ma banalissimi quando presi a pretesto per narrare vicende la cui profondità è inferiore ai pensieri che io facevo a 8 anni di età. Sicuramente il confine tra bene e male, l'amore, la sconfitta della paure sono temi nobili, ma bisogna vedere come sono affrontati: e tirare in ballo trattazioni come quelle appena richiamate, con frasi "d'effetto" da quattro soldi, può fare presa solo su personalità dal livello emotivo e intellettuale dotato della profondità di una pozzanghera. L'eroe di tutti i giorni rispetto al macho, ecc. sono tutti luoghi comuni. La "profondità" insita in PK è scontata per chiunque abbia un minimo di reale profondità, e davvero viene da ridere a vedere una trattazione con due frasi e due tematiche messe in croce commuovere il lettore di cotanta paccottiglia. Spazzatura perchè, oltre a essere PK un fumetto copiato, c'è molto di infantile, e banale, oltre che di cattivo gusto, a voler vedere sequenze di azione con mostri tamarri e palestrati: un qualsiasi fumetto Disney convenzionale è, quasi quasi, molto meno infantile, e molto più ricco nella sua semplicità, e credere che questa paccottiglia sia da "adulti" fa capire quanto poca maturità ci sia in giro. Se poi si ha bisogno di un fumetto per trovare "sconvolgente" qualche piccola riflessione sulla vita, la morte, la vendetta ecc, tutte espresse in maniera molto stringata a livello DI BASE, allora questo dimostra come l'amplificazione emotiva nelle menti del lettore di PK porti a ritenere una gran cosa ciò che non lo è. Anche perchè le battute umoristiche sparse qua e là sono davvero trash, e, per finire, tentare un innesto moralistico all'interno di storie il cui gusto è rivolto esteticamente al brutto e al cattivo è per me un controsenso, dato che questo gusto esprime in fondo un'inclinazione negativa e perciò quasi immorale dal punto di vista artistico e del contenuto. Oltre che - appunto - infantile.

    RispondiElimina
  8. PARTE 2) L'intero mix stilistico che costituisce l'operazione PK è poi completato da disegni talvolta, o spesso, realizzati in maniera distorta o posticcia, con un gusto ulteriormente rivolto allo "scarabocchio" - e per esperienza personale posso dire di sapere che questo modo di disegnare è ciò che si partorisce quando si è giovani, soprattutto quando mancano gli elementi di base del buon gusto percettivo e artistico. E' puro, facile istinto di bassa fattura. Tra l'altro, aggiungerei che molti disegnatori non sono nemmeno adatti alla serie, mentre sicuramente lo sono Sciarrone e Pastrovicchio (che non mi piacciono, difatti). Ma PK rappresenta un insulto alla genuinità e bellezza del fumetto Disney. Non capisco il successo di queste storie per adolescenti: al di là del fatto che il macrogenere non mi piace, sono molto più adeguate le storie Disney più semplici della tradizione, paradossalmente parlando. PK è ciò che tipicamente nasce - parlo sempre per esperienza - quando delle nuove leve distorcono i tratti dei personaggi, come becchi, ecc. per una sorta di vizio creativo di fondo che tende a scostarsi dai canoni in modo facile quando non ci sia un po' di impegno, sposato a senso della grazia stilistica. E' infatti molto più facile cedere al vizio, che semplicemente porterebbe lì, anche proprio con becchi disegnati in QUESTO modo rispetto agli standard preesistenti, piuttosto che raffinare l'espressività. E in generale PK è disegnato male, con espressioni dei personaggi da mentecatti in varie occasioni; e con poca variabilità espressiva. E poi, non c'è sviluppo della trama in una storia come "Trauma": un sacco di sequenze d'azione, per quello che di fatto per profondità narrativa è quindi a priori un sottogenere, con in aggiunta una postilla finto moralistica che potrebbe partorire anche un bambino di sette anni ("tira fuori il coraggio dalla tua essenza"), e presente dovunque tra film, libri e fumetti, solo con un minimo di giustificazione brillante. Ho provato a disegnare becchi da papero abbandonandomi al vizio stilistico o alla faciloneria: assicuro che ne risulta qualcosa di molto simile ai becchi degli evroniani di PK. Ed è questo che è successo in fase di creazione di quel fumetto, da parte di bimbominkia che giocano senza rispetto con qualcosa di artisticamente più grande di loro, secondo le proprie tipiche propensioni cheap: giovanotti. Per questo Carpi correggeva disperatamente i disegni dei becchi degli "allievi"...Sapendo che non capivano. E così gli Evroniani sono prevedibili, altro che il genio di Barks. C'è poi incredibilmente molta più psicologia spicciola nella caratterizzazione tradizionale delle "semplici" storie Disney rispetto a PK, e quindi molto più profondità. Profondità non è apprezzare il dark monstre. Non è condire le storie di battute idiote, come se fossero un alleggerimento, tra un combattimento tamarro e l'altro, in un clima imbarazzante e poco credibile. Questi sono espedienti cheap e l'atmosfera che ne risulta è trash e improbabile. Ed è quasi surreale avere creato personaggi macho con il becco da papero: non quindi per sminuire i personaggi Disney, anzi, ma proprio perchè si tratta di una carnevalata posticcia, senza gusto e credibilità nemmeno nel proprio genere di riferimento. Inadeguato in tutti i sensi e da tutti i punti di vista, oltre che di cattivo gusto: vampirismo psichico, e quant'altro. E a me piace il genere fantascientifico con paradossi e amenità di vario tipo, se non condito da fascinazione horror o comunque la si voglia chiamare, ma, quindi, PK è decisamente nella mia top flop. Un tipico prodotto per le masse, direi, tenendo conto di cosa oggi siano le masse. Masse che confondono la criticità, e il sentore "di pancia", con l'emozione.

    RispondiElimina