giovedì 4 settembre 2014

Non Solo Cartoni presenta... Casa di Cura Don Minico- il panino alla disgraziata più famoso di Messina!

Ebbene ragazzi, cosa succede quando la mia passione per i cartoni e i fumetti si fonde con la mia passione per il cibo? Tecnicamente, non avviene nessuna fusione, ma da questo momento in poi, quando le Muse mi daranno il sacro fuoco dell'ispirazione (quanta modestia, accipicchia!), in questo blog parlerò anche di posti curiosi in cui sono andata a mangiare, facendo una recensione più completa di quelle che di solito pubblico su tripadvisor.
E se non vi avessi ingolosito abbastanza...
ECCO UN ASSAGGIO DEL MIO ACCOUNT TRIPADVISOR (nota: ora vivo a Trieste, tranne in estate e a Natale)
Ma ora incominciamo, parlando della...

CASA DI CURA DON MINICO 




Messina, oltre ad essere la celeberrima città sullo Stretto e ovviamente il primo porto d'approdo per chi arriva con un traghetto dal Continente, è anche il comune italiano con l'estensione costiera più lunga di tutte...ben 58 km da Giampilieri (sulla costa ionica) ad Orto Liuzzo (sulla costa tirrenica). Il comune di Messina arriva fino a 1130 metri sul livello del mare, con la montagna Antennamare/Dinnamare, dove si trova un santuario dedicato alla Madonna. Da questa montagna, si abbraccia una vista sulla Calabria, sullo Stretto, ma anche sulla costa tirrenica e le isole Eolie. Messina è un comune con moltissime frazioni, sia sul mare (es: Torre Faro, Ganzirri, Sant'Agata) che in collina (es: Gesso, Castanea delle Furie, Pezzolo). Collegata alle maggiori città dell'isola, Catania (con l'A18) e Palermo (con l'A20, ultimata dopo una quarantina d'anni nell'estate 2005, anche se non collega Messina proprio a Palermo centro e bisogna percorrere altri 40 km, sull'A19 per arrivare a Palermo). Per molto tempo però, l'autostrada era solo un'utopia, quindi i camionisti o i semplici turisti che dovevano fare un lungo viaggio fino a Palermo erano costretti a passare per i monti Peloritani e percorrere una scassatissima e lentissima statale che passava per ogni singolo paese della costa tirrenica...Villafranca Tirrena, Venetico, Milazzo, Patti, Gioiosa Marea, e così via...
ha quindi un che di romantico la storia di questo Don Minico che, forte della sua esperienza di garzone che portava il pane, decise, nel 1950, di aprire un chioschetto (da lui chiamato Casa Di Cura) per rimpinzare e saziare con abbondanti panini gli affamati avventori.
Il chioschetto si trova in una posizione strategica e suggestiva, sul Colle San Rizzo (circa 400 metri sul mare), incrocio delle Quattro Strade (quella per Palermo, quella per Messina, quella per Dinnamare e quella per Portella Castanea) e con gli anni, data l'apertura dell'autostrada, questo posto ha perso la sua importanza strategica (in un periodo da quel che ho capito stava quasi per fallire), ma è rimasto comunque un'istituzione storica di Messina, annoverata persino nella guida Michelin.
Infatti, Don Minico è diventato famoso per una ricetta inventata da lui: il Panino Alla Disgraziata (pane di casa, formaggio, salame, melanzane sott'olio, olive snocciolate e peperoncino), l'unico panino che si può richiedere in questo chioschetto.

Se tutto ciò sa di sviolinata, me ne rendo conto... ma questa è la parte "leggendaria", quella, insomma, "per sentito dire". Ora passiamo ai fatti: mio padre è nato e ha vissuto fino ai 16 anni a Messina, mia nonna è tornata a Messina ormai 11 anni fa, ma vi ha vissuto anche lei a lungo...come mai allora questo posto non l'avevano mai sentito nominare prima d'ora?
Premetto subito che nella settimana di Ferragosto sono stata a Messina per una riunione di famiglia, e quindi non ho visto gggggiovani della mia età (mi sono rifatta le due settimane successive, per fortuna!), ma pampini (ovvero cugggginetti) e gente anzianotta. E quando gli amici di tua nonna decidono di andare a mangiare il pane cunzato, esaltandolo come una delle sette meraviglie del mondo (presumo l'ottava), si va e poche discussioni. Ergo, non è un posto da gente under 40, normalmente.

Prima di continuare, preciso che nonostante molti avventori del locale abbiano incontrato Don Minico e si siano fatti rilasciare la cartella clinica e il diploma di mangione, noi non abbiamo avuto tempo per farlo (se non fossi andata su Internet, non avrei proprio saputo nulla su queste pratiche!) e non abbiamo neanche acquistato nessuna leccornia (anche perchè poi avevamo un viaggio di 260 km verso sud!) alla sua House of...
(se vuoi la banda c'è anche Strauss)
 pardon...
house of REMEMBER...ma si può?
Non pretendo che tutti sappiano l'inglese a menadito, ma House of Remember fa ridere i polli! Dai, è così intuitivo è scontato: House of Memories. Casa dei Ricordi. Facile.


Diciamo una cosa: quest'uomo si sa vendere e da un'ottima (anche troppo) gustosa immagine della sua attività. Il Colle San Rizzo è un posto suggestivo e l'atmosfera del locale è molto rustica e ruspante al tempo stesso. Per non parlare poi della pubblicità e di tutti gli articoli appesi che elogiano la sua attività, e anche la ricetta del "Panino alla Disgraziata"...
 intanto quella sera, mentre pensi a cosa scriverai, tornata dalle vacanze (ovvero la monografia sulla serie animata CatDog), leggi tutti quegli articoli e questa ricetta con accanto le massime, e il tuo stomaco inizia ad ingolosirsi e a prepararsi come una tavola imbandita o come una bruschetta ben condita con un filo delicato d'olio. Le battute, a mio avviso, sono piuttosto spiritose (la pagnotta in confezione "pediatrica" o "la somministrazione del panino per via orale"),tranne una, quella sull'anoressia: io ci penserei su due volte a fare una battuta su un argomento come quello...gli anoressici e le loro famiglie non vorrebbero sentir scherzare su un problema del genere.
Comunque sia, finalmente arriva la pagnotta...avrei una foto della famiglia al completo, ma non credo che i cavoli miei interessino a nessuno, dato che lo scopo della recensione è presentare un posto. Quindi mi accontenterò di una foto d'archivio (dal sito Storieenogastronomiche):
Chiunque tu sia che addenti questo panino, ti dedico questo post!
Ovviamente il mio formato è quello adulto, ma dato che ci sono due bambini al tavolo, ci sono, per un errore, tre fette di pediatrico, di cui una andrà nello stomaco di mio fratello, e mi verrà impedito di fare il bis perchè non posso strafogarmi per motivi di salute. E dunque com'è questo panino? è buono, ma ho delle riserve. Innanzitutto, il condimento, seppur gustosissimo, è veramente una strisciolina, una miseria totale, tagliato finissimo e non abbondante. Inoltre, il pane, seppur di buona qualità, gronda olio che (non) è una meraviglia. Alla fine si mangia più mollica e la parte forte, ovvero il condimento, è veramente scarso e ti fa venire voglia di chiedere un bis (che ti vietano di chiedere per via delle enormi dimensioni del paninozzo appena trangugiato).
Le opinioni degli altri convitati sono state miste, gli amici della nonna erano in estasi come le altre volte in cui avevano addentato la leccornia (U PANI CUNZATU!), mio padre diceva: "sto pani cunzato, guarda, non era 'sta gran cosa in giro c'è di meglio, se ce lo ripropongono la prossima volta andiamo a  mangiare da un'altra parte", la cuggggginetta ha sentito la piccantezza dell'olio. Io non ho sentito niente, ma è qui che sono in torto, perchè io riempio la pasta di peperoncino (ci giuro!).
Su tripadvisor ho letto opinioni che lamentano il fatto che il pane non è più quello di una volta, e che un tempo suddetta pagnotta non grondava olio, e anzi, lo assorbiva. Una persona ha scritto che le olive sembravano quelle del supermercato e mio padre e un recensore concordano nel dire che quasi quasi un panino è meglio farselo a casa.
(è impossibile mangiarne una così tutta da soli...perciò viene divisa in fette! 1/4 per gli adulti, 1/8 per i bambini)
 All'inizio della recensione ho detto che questo non è un posto da giovani... a conferma di questa mia tesi, ecco il fatto che i clienti, all'aria aperta, si esibiscono (con risultati più o meno convincenti) nel karaoke di classici della musica italiana. Ma la nostra è una cena di famiglia e il fatto di essere immersi in questa atmosfera anche un po' pacchiana (l'immagine di sfondo al testo del karaoke rappresenta il sorridente Don Minico con alcune delle sue pagnotte appena cunzate!) non disturba poi così tanto...sembra di essere ad una sagra paesana, altro tipico ambiente per famiglie.
Non c'è modo di scappare dal fandom dei furry, è arrivato pure da Don Minico!
In conclusione, il panino alla disgraziata della Casa di Cura Don Minico non è un'esperienza gastronomica completamente soddisfacente...d'accordo, vale la pena provarlo perchè i condimenti sono deliziosi...ma da un'altra parte dal posto si esce ancora con l'acquolina in bocca... se questi panini fossero rimpinzati a dovere (e magari grondassero meno olio!), il mio voto sarebbe un 5/5, ma siccome non lo sono... il voto finale di questi panini è 3/5 (i voti ai ristoranti li do in quinti, come su TripAdvisor).

Con questo ho concluso la mia prima recensione gastronomica su questo blog, dal prossimo post riprenderò con i cartoni e i fumetti...anche se non si sa mai se mi viene voglia di scrivere un'altra recensione culinaria qui! Se volete leggerne altre, ad inizio post c'è il mio link per il mio profilo TripAdvisor...buon appetito e alla prossima!



2 commenti:

  1. Risposte
    1. se passi da quelle parti ti consiglio anche di passare dalla rosticceria Famulari, dove propongono più di 30 tipi di arancini (tra cui quello al pistacchio). Ti consiglio anche il gelato alla gianduia, che è una vera e propria specialità di Messina. A proposito...sei mai stato in Sicilia?

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