mercoledì 19 marzo 2014

La coinquilina di Instagram



Ciao a tutti! Scusate per il mio lunghissimo silenzio. Ho visto che alcuni di voi mi hanno lasciato dei commenti qui e nel mio blog, ma purtroppo io e le mie due coinquiline da qualche giorno siamo rimaste senza internet (questo articolo lo sto postando usando un’altra connessione), e quindi mi dispiace tantissimo non avervi potuto rispondere in tempo!
Ma non è delle coinquiline né di me che voglio parlare in questo articolo. Bensì…di un’altra cosa. La stupidità delle riviste femminili che parlano di moda. A dirlo così, questo sembra un articolo da scoperta dell’acqua calda, quindi, eviterò le cose dette e stradette e cercherò di farvi fare due risate (per non farvi piangere).
Quando ero in seconda superiore, la mia prof di latino e geografia si lamentava per certe riviste stereotipate che compravano le sue figlie e dove c’erano dei test a risposta rigorosamente chiusa, con domande del genere: “Quante scarpe compri al mese? A) 2 B) 4 C) 6”. La prof giustamente si lamentava del fatto che domande del genere vengono prese sul serio dalle ragazzine e quindi se una ragazzina al mese non compra quel paio di scarpe, o non ne compra abbastanza, finisce per sentirsi inadeguata (anche perché glielo dice il risultato del test). Io, per fortuna, quelle riviste adolescenziali non le ho mai comprate (preferivo leggere Topolino). Una volta, però, me ne hanno regalata una e io mi sono un po’ imbarazzata (anche se inconsciamente) e l’ho sepolta, dopo averla letta, da qualche parte.
Ma, come molte donne, vado dalla parrucchiera e dall’estetista. E nell’attesa mi faccio quattro risate nel leggere certe riviste tanto colorate e scritte in maniera accattivante…ma, che, in fin dei conti, sono solo carta straccia (o possono essere usate per riscaldare il camino di inverno) e sono molto superficiali.
Ma bando alle ciance, e analizziamo questo stupidissimo e ridicolissimo test presente nel numero di febbraio di Cosmopolitan. (Ci tengo a precisare che non comprerei mai una roba, ehm, rivista del genere, infatti le foto le ho fatte col cellulare, perché ci tenevo a fare un articolo su questo test).



Innanzitutto perché dire fun & fearless, quando i corrispondenti in italiano di queste due parole esistono? Non sarebbe stato meglio “sei tu l’amica senza macchie e senza paura?” Certo che sì, ma, si sa, l’inglese a sproposito fa fyko e trendy. Notate anche la faccia da scema della tizia, e ha pure la bocca da papera. Quack.

Ora vediamo la domanda 1. Non so perché, ma la risposta A e quella C mi sanno tanto di ciò che potrebbe dire un personaggio femminile goffo e impacciato in una commedia adolescenziale/romantica. La risposta B comunque è il top, ma dello stereotipo della donna trendy ed emancipata….la coinquilina! Come se avere una coinquilina fosse obbligatorio per essere fighi. Innanzitutto, anch’io, come ho detto prima, vivo con due ragazze (più giovani di me, del 1994. Io invece sono del 1993)… ma sapete una cosa? Non è che noi tre abbiamo scelto di andare a vivere da sole perché faceva figo. Anzi, viviamo insieme perché ci conveniva per la nostra scelta di studi. Volendo, potevamo benissimo rimanere a casa: io potevo essere pendolare, loro due rimanere invece nelle loro grandi città. Noi tre comunque ci troviamo bene insieme. Però in questo test la risposta “cerco di convincere la mia coinquilina” mi sa tanto di risposta stereotipata della tipa figa che odiava la sua famiglia ed è andata a vivere per i cavoli suoi tanto per sentirsi realizzata e senza essere sposata o avere un lavoro fisso.
La domanda 2…beh, le risposte B e C sono risposte tranquille e io potrei benissimo rispondere “C”. Ma ovviamente… la risposta A! “Io e le ragazze faremo un brunch (perché l’inglese fa figo…anche se in questo caso brunch è un termine che esiste anche in italiano) e poi ci ubriacheremo e arriveremo a casa sfinite alle nove del mattino!!!! EVVAI!!! VIVIN LA VIDA LOCA!!!1111UNOUNOUNOONEONEONE”… scusa, ma da che film vieni, mia cara? E sei sicura che il tuo film sia piaciuto alla critica? E alle donne con un cervello?


Ed ecco qui le tre domande del triangolo dorato Instagram-Libro dei Fessi…pardon, Facebook e Youtube.
Partiamo dalla domanda su Instagram: innanzitutto, se rispondi al test, non puoi non averlo, quindi…per rispondere al test…devi farti subito l’account su quel sito! (Sì, quello che sto dicendo suona molto assurdo e ironico al tempo stesso, ma più o meno è questo il concetto che il test sta veicolando). La risposta A incarna lo stereotipo, purtroppo ormai vero e tramutatosi in modello da seguire, della ragazza senza cervello che alle feste, per nascondere la sua grandissima insicurezza nell’affrontare le vere sfide della vita, beve, abbraccia (con prepotenza) gli altri, scherza, ma che in realtà, a guardarla bene, è un modello molto superficiale che esclude chi non è alla sua altezza e che nei momenti non di festa rivela tutte le sue insicurezze. Eppure, questo test, premia il secondo modello. Per quanto riguarda la risposta B, quella della fotografa di paesaggi (ovvero colei che usa instagram ma non è narcisista), è una risposta tranquilla che si potrebbe dare bene. Ammetto però che Instagram a me piace veramente poco, troppe foto di ragazzetti e ragazzette narcisiste. Le restanti foto, invece, ovvero quelle di cibo/paesaggi/avvenimenti/gatti, sono carine da vedere, ma da qui a chiamarle artistiche ce ne vuole. In fin dei conti, Instagram è una versione sciacquata di Flickr e Deviantart. La terza risposta “ho un profilo, ma non so cosa pubblicarci” è la mia risposta: ho fatto Instagram per vedere le foto di una mia concittadina dal tablet (dato che con il tablet non riesco a visualizzare Instagram senza farmi un account), ma, quel profilo è come se non esistesse. Insomma, questa domanda di Instagram, a mio avviso rappresenta il fulcro della superficialità, e al contempo, dell’abile strategia commerciale dietro questo test. “Avere Instagram è come comprare un paio di scarpe alla moda”. Purtroppo la gente cretina che ha bisogno di confondersi tra la folla esiste, e quindi, molte persone cretine che rispondono a questo test, cercheranno di farsi un account e di omologarlo alle risposte del test (anzi, alla prima risposta del test). Non voglio generalizzare, qualcuno che usa Instagram in maniera intelligente c’è pure, ma la maggioranza, come nel caso di Facebook, non sa come usarlo.
La domanda 4, con le prime due risposte, fa tanto episodio di sitcom. La terza risposta, invece, fa tanto di “tipa antipatica che vuole far rosicare i suoi amici”. E indovinate qual è la risposta che da più punti? Quest’ultima appunto.
La domanda 5 e le relative risposte non le ho ancora capite…non ho proprio capito il senso che c’è dietro…davvero la gente dovrebbe mandare catene di email in modo così compulsivo? Non capisco il senso di questa domanda.
In conclusione, il test propone tre tipi di profilo… il succo del discorso è questo: se sei introversa, non puoi piacere e sei un peso per i tuoi amici. Se non vuoi fare qualcosa che sai che non ti piace e non è nelle tue corde, allora hai un atteggiamento menefreghista e negativo. Insomma, conclusioni superficiali… l’essere introversi o avere cose intelligenti da dire, è visto come una cosa fastidiosa e da gente paurosa e che non riesce a buttarsi. Essere estroversi secondo questo test significa amare l’alcool, abbracciare/baciare il primo che si trova per strada, fare foto esibizioniste. Quando, nella vita reale, le persone estroverse possono anche detestare i luoghi come le discoteche o l’alcool (e in entrambi i casi finire per essere escluse dal gruppo e diventare introverse o inibite) e semplicemente amare starsene con qualche amico a giocare a carte, oppure chiacchierare sul divano. Se dovessi scegliere, dopo una giornata stancante, tra una sera in discoteca, o stare a casa a farmi i miei comodi (disegnare, scrivere, leggere), sceglierei l’ultima opzione… e ripeto, non sono una persona che detesta gli altri. Al contrario, so essere sazia di socialità e non cercarla a tutti i costi.
Secondo il test, quindi, una ragazza senza macchia e senza paura ha una coinquilina, un profilo Instagram e Facebook, condivide video su YouTube e trascorre notti in bianco. Secondo me, l’essere veramente senza macchia e senza paura, vuol dire saper ascoltare se stessi e gli altri, saper soppesare i pro e i contro…e soprattutto non farsi rincretinire dai mass media! I mass media, a lungo andare, ci hanno fatto credere che certe cose estremamente futili, come Facebook, siano indispensabili…e per un certo verso, riguardo a Facebook, anche le persone che lo odiano (come me, ma adoro gli account tarocchi e chi lo usa come un blog o per mettere i disegni) sono state costrette a farlo…nel mio caso per le informazioni della mia facoltà. Pensiamo un attimo a quanto certi strumenti futili come Facebook abbiano condizionato la nostra vita: un tempo, le domande dell’università potevano essere benissimo scritte in un forum, adesso se non hai Facebook, gli altri ragazzi non ti fanno sapere niente…e tu non puoi far sapere niente a loro.
Queste riviste che promuovono modelli da ochetta e propongono test stupidi sono da prendere come delle semplici letture per farsi quattro risate. Purtroppo, però, molte persone sono pecore e prendono come oro colato i modelli superficiali e basati solo sull’apparenza fisica propinati da queste riviste. Non so se abbia fatto bene o no, ma avevo proprio voglia di smontare questo test in tutta la sua ridicolaggine e assurdità. Non sono molto brava ad argomentare, c’è gente che sa farlo meglio di me…spero comunque che il messaggio vi sia arrivato…non so se l’ho espresso in maniera semplice o in maniera banale…spero sia comprensibile.





Per finire, fatevi due risate con il profilo della Party Girl! Non sembra uscito da una commedia americana stupidissima? (ora, sono portata a credere che questo test stupido sia stato tradotto) Una persona del genere non può esistere nel mondo reale!


E per oggi è tutto, appena internet mi si sistema al 100% (e non devo più usare la connessione di altri), rispondo ai commenti!
Continuate a seguire il mio blog per recensioni di cartoni, film e chi più ne ha più ne metta!




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