lunedì 10 febbraio 2014

CRAPTOONS: Perché PEPPA PIG fa schifo?

Scusate il mio terribile umorismo e la scrittura traballante, ma mentre ho scritto questo post stavo male per colpa delle lenticchie.
Ciao bambini!!!! Sono la vostra cara mamma, anzi sono vostra madre. E ricordate bambini belli e adorati, VOSTRA MADRE è l’AGENDA. Capito? Detto questo posso iniziare a raccontarvi una bella favola ambientata a San Daniele del Friuli. O a Parma. O non mi ricordo più.
Ma scherzi a parte, l’argomento di oggi è uno dei cartoni più insulsi mai visti in vita mia. E come molte cose mediocri, questo insulso prodotto animato è diventato un grande successo. Gadget ovunque! Bambini ossessionati, genitori disperati. E soprattutto i prosciuttifici, i salumieri, le gastronomie e i reparti carne di ogni supermercato gioiscono come dei matti, finalmente si arricchiscono in tempo di crisi. (Okay, ma adesso torniamo a comportarci in modo serio…)

Il cartone in questione è Peppa Pig.
2004: Peppa Pig arriva in TV! Ma…. È un periodo di crisi per l’animazione.
Non tutti sanno che Peppa Pig nasce nel 2004, un periodo notoriamente di crisi per l’animazione occidentale.
Diciamo che il periodo 2004-2007/2008 è stato nero per quanto riguarda i nuovi cartoni prodotti. Molti cartoni usciti in quel periodo erano banali, tristi, insipidi, oppure pieni di umorismo volgare ed escatologico. Per fare qualche esempio: nel 2003 FOX non ordina più puntate dei Futurama, la serie capolavoro di Matt Groening. Quindi ecco un primo ottimo cartone animato che non viene rinnovato. La FOX inoltre continua a far produrre nuovi episodi dei Simpson, che diventano sempre meno divertenti e sempre più stereotipati. La Disney produce Brandy & Mr. Whiskers, un cartone a mio avviso molto simpatico,ma pieno di umorismo escatologico e un altro cartone Dave il Barbaro, che aveva buonissime premesse ed episodi molto interessanti (soprattutto quello del Gameboy), ma venne mandato alle ortiche senza un perché razionale (ovvio, le sit-com preadolescenziali andavano per la maggiore…ma allora?). Comunque sia la Disney in quel periodo ha sfornato prodotti ignobili come i due film in 3D Chicken Little e Uno Zoo in Fuga (uno dei film d’animazione più deprimenti del mondo nonché una brutta copia di Madagascar) o il tristissimo cartone The Replacements (già, perché è moooooolto comodo togliersi dalle balle un adulto solo per un piccolo capriccio!). O ancora, La casa di Topolino (ovvero: come sputtanare la nostra mascotte in 20 minuti di lentezza comatosa) e Higglytown Heroes (su cui non intendo più proferir parola). Se Disney Channel stava diventando un canale per pre-adolescenti e massimo per quindicenni (io ho smesso di guardarlo a 15 anni), Playhouse Disney, da blocco di programmi carino con cartoni creativi, diventò il regno di pseudo-cartoni, ovvero prodottacci interattivi con la stessa trama per ogni episodio e molta poca originalità. A dire il vero c’era una serie animata, Manny Tuttofare, che se mi svegliavo presto di mattina seguivo perché aveva dei personaggi simpatici anche per i più grandi…peccato che la trama fosse la stessa in ogni episodio (ed è per questo che il cartone era per bimbetti!) In questo periodo (2004-2008) uscirono film d’animazione, soprattutto in 3D, veramente nauseabondi o vuoti di idee, come i due sequel dell’Era Glaciale (anche se il terzo è uscito nel 2009), oppure Shrek Terzo e Mostri contro Alieni (quest’ultimo uscito nel 2009, però). Sempre nel cuore degli anni 2000, Cartoon Network produce dei programmi con persone in carne ed ossa (ma NON era il canale dei cartoni?) che ricevono critiche a dir poco tremende (uno di questi programmi, Jimmy Fuori di Testa, dalla premessa sembrava una figata pazzesca, ma quando l’ho visto…praticamente c’erano questi personaggi dei cartoni che non interagivano davvero con gli umani, ma facevano dei siparietti dove dicevano: “Ecco cosa facevo io!”. Inutile dire che l’unica volta che ho visto quel cartone, dopo 10 minuti ho spento la TV senza pentirmi). Sempre nel quore (con la Q) degli anni 2000, la gente inizia a detestare SpongeBob, che dopo il film diventa una serie irritante e inguardabile per i maggiori di anni 2 (io e mio fratello ne abbiamo beccati alcuni di questi episodi e mio fratello è arrivato a detestare a morte quella spugna marina!). E cosa dire dei Pokèmon? Se i pokemon si fossero fermati alla quarta generazione, sarebbero ormai morti e sepolti per sempre. Nel 2006 infatti uscì la quarta generazione, la generazione più insulsa, orribile, pacchiana e piena di riempitivi mai creata (qualche Pokèmon carino c’è, ma non sono molti). Se non mi credete, chiedete un po’ alla gente in giro. Quella generazione ha fatto allontanare un sacco di gente dai pokemon! Pensate, io avevo la rom di Diamante e per la prima volta in assoluto non ho voluto comprare la cartuccia e ho lasciato lo starter nel box (era Prinplup, per intenderci). E per finire la parata di cose tremende: la FOX nel 2009 fece uscire lo spin-off dei Griffin, ovvero The Cleveland Show. Inutile dire che questo spin-off fu accolto male dal pubblico e dalla critica. Nel 2002 inoltre nasce lo sfortunato reboot di PKNA e PK2, ovvero la versione “ultimate” PK, dove il Paperinik di Villa Rosa non è mai esistito e quindi Paperino è diventato subito PK. A dire il vero, PK non faceva schifo al 100%, ma l’esecuzione di molte storie era o scontata oppure frettolosa. Ah, e su Topolino c’era la pomposissima saga dei Wizards of Mickey, accolta male pure quella dalla critica. Non dimentichiamoci poi di altri tre disastri all’italiana: i Gormiti, poi le anoressiche e misogine Winx e infine Geronimo Stilton. Geronimo Stilton fino al 2004 circa era in fondo innocuo, una serie per bambini purtroppo banale, ma comunque non buonista e malata. Ma è proprio l’essere un brand, che ha portato Geronimo all’autodistruzione e la serie di libri è diventata in poco tempo, nel 2005, uno dei peggiori prodotti di fantasia (anche se dov’è la fantasia? È una serie così banale!) creati in Italia. Geronimo quindi è diventata una serie fatta per compiacere le masturbazioni mentali delle mammine moige-iane ultra-protettive, che odiano i fumetti e isteriche. E poi, per concludere esce nei cinema il film dei Simpson…guardabile sì, divertente sì, ma pieno di idee pescate da vecchi episodi e un ritmo piuttosto sbilanciato che lo fanno sembrare un episodio della serie allungato (e il fatto che sia animato dagli stessi studi coreani della Rough Draft non aiuta).
Ma in questo periodo nero (2004-2008) dell’animazione, è uscito qualcosa di buono? Sembra scontato dirlo, ma i film della Pixar usciti erano veramente quasi tutti di ottima qualità (amo Ratatouille). Dico quasi tutti perché Cars…beh, era un insipido filmetto commerciale. Poi un altro film che ho adorato di quel periodo è Il castello errante di Howl. Anche i due Madagascar erano piuttosto divertenti. Nel 2005 inoltre esce American Dad, l’unico cartone bello di Seth Mac Farlane. Inoltre anche la serie di Lilo & Stitch non è niente male (tranne per il film conclusivo, Leroy & Stitch che era piuttosto pacchiano) e pure Kim Possible è una serie avvincente, con personaggi accattivanti e viene rinnovata dopo il film, facendo ancora furore.
E poi Bolt e Kung Fu Panda sono due film carini, ma non mi hanno fatto impazzire (anche se tra i due preferisco Bolt).
Insomma, questo è il quadro storico del periodo in cui Peppa Pig nasce e debutta nella TV britannica. Non so se il fatto che Peppa Pig e molti cartoni di quel periodo facessero schifo è una coincidenza o un puro caso, ma sappiatelo: nel cuore degli anni 2000, molti cartoni erano carenti di fantasia. Eppure, Peppa non era ancora arrivata in Italia.

Dal 2008 in poi: una rinascita animata
Se quel detto “non fanno più i cartoni come una volta” poteva sembrare nostalgico a chi si addentrava su Youtube nel periodo 2006-2008, in realtà nascondeva un fondo di verità e di amarezza: la TV stava per scadere, soprattutto l’intrattenimento per ragazzi. Ma qualcosa si stava muovendo, ed ecco con la nascita di Phineas & Ferb un piccolo bagliore di speranza. Phineas & Ferb è una serie animata del Disney Channel che narra le avventure estive di due fratelli acquisiti, che fanno gli inventori e del loro ornitorinco Perry….che invece è…un agente segreto? La serie, nonostante abbia un canovaccio ripetitivo che secondo i detrattori le fa avere il coltello dalla parte del manico e che quindi non la fa riprendere del tutto dal brutto colpo che i cartoni occidentali avevano subito all’inizio del millennio, è piena di gag riuscite, intelligenti e canzoni che presto diventano un classico. Nel 2009, escono tre film veramente importanti e a mio avviso tre capolavori: Up, La Principessa e il Ranocchio e infine Ponyo sulla scogliera. (Dicono che anche Coraline sia molto bello, ma non ho avuto ancora occasione di vederlo). Comunque riguardo ai tre film: Up è uno dei film d’animazione più adulti di sempre, soprattutto nella prima parte, dove si parla di malattia, di figli che non arrivano e di morte. La seconda parte è più debole, però comunque gradevole. La Principessa e il Ranocchio è un altro film che ho adorato, nonostante il titolo troppo zuccheroso che potrebbe fuorviare. A mio avviso è molto notevole che il personaggio femminile sia afroamericano e abbia uno scopo serio nella vita, quello di aprire un ristorante. Ponyo è uno dei film per bambini più belli in assoluto, pieno di immaginazione e imprevedibile… mi ha fatto pensare al mito di Ade & Persefone e anche ad Atlantide.
Poi arriva l’anno 2010 e tre cartoni che su internet diventeranno di culto. I tre cartoni in questione sono: Regular Show, My Little Pony: L’amicizia è magica e Adventure Time. Il primo dei tre lo trovo mediocre e ripetitivo, però molte persone lo apprezzano per i riferimenti culturali agli anni ’80 e per il fatto che ci sia violenza, parolacce e riferimenti adulti. Se fosse per queste tre cose, Mordecai e Rigby li apprezzerei anche, però la trama non fa per me…sempre la solita solfa. My Little Pony,lasciando perdere il fandom orribile, è un cartone di qualità discreta, con dei personaggi femminili molto buffi e divertenti (Rarity mi fa morire dal ridere!) che rendono il cartone ottimo da guardare nei momenti di noia. Infine c’è Adventure Time, il miglior cartone uscito nel 2010. Adventure Time è imprevedibilità pura, con situazioni sempre diverse, una grafica coloratissima e soprattutto l’immaginazione che vaga a briglie sciolte. Aggiungiamo un po’ di violenza, riferimenti sessuali, una presunta storia lesbica tra Marceline e Principessa Gommarosa, nonché le fanfiction di Re Ghiaccio (con Fionna e Cake, controparti di Finn e Jake!) e il risultato è un cartone imperdibile. E come potrei dimenticarmi de Lo Straordinario Mondo di Gumball? È una serie surreale, il cui 90% degli episodi è veramente azzeccato. A prima vista per via della grafica sembra molto infantile, ma ha conquistato anche dei miei amici di 22 anni. Gumball è pieno di violenza slapstick, personaggi assurdi, storie di vita comune rivisitate in salsa surreale…insomma, leggete le mie recensioni se volete saperne di più.
(Ho sentito parlare molto bene anche di due serie Disney: Gravity Falls e Wander Over Yonder, che però non ho ancora visto quindi non commento. Inoltre su Cartoon Network è uscita una nuova serie, la prima firmata da una donna, intitolata Steven Universe e che sta riscuotendo consensi molto positivi.)
In questo periodo inoltre tornano di moda, grazie a un’operazione revival, anche cartoni degli anni ’80, fra cui segnalo Ducktales (è uscito recentemente il remake del videogioco per SNES) e i mitici Chipmunks (che su deviantArt, Dailymotion e Youtube sono più popolari che mai, eppure la serie è finita 23 anni fa!).
E nel 2010 arriva in Italia, l’algida stronza (Barbie? No, Peppa Pig!). Inizialmente, il cartone della maialina rosa è poco conosciuto, ma, grazie a sapienti studi di marketing (perché è il marketing che muove tutto, bimbi belli! Ve lo dice vostra madre che è l’agenda), nel 2012 Peppa Pig è dappertutto e ci invade! 

Rosa, rosa su ogni cosa
Ho sempre amato disegnare. Forse un po’ di meno alle scuole medie, dove per timidezza non disegnavo tanto, ma per fortuna non ho mai abbandonato la passione. Forse per questa visione (per alcuni “infantile”) del mondo, è che non ho mai smesso di farmi incantare dalle immagini colorate e dai disegni. Anche quelli per l’infanzia. Non ci vuole molto perché io noti l’esistenza di Peppa Pig e lo stile pseudo-picassiano inizialmente mi sembra orribile.
Calma ragazzi. Non sto dicendo che quello stile sia un capolavoro. Tutt’altro. Non è neanche orripilante come lo stile dei Dinosauri antropomorfi dalle voci ambigue (non guardatelo se non volete cadere in depressione!). Però a guardarlo bene è uno stile che fa ridere. So bad that it’s good, direbbero a TV Tropes. Un sapiente studio di colori piatti, immagini disegnate in una maniera ambigua che fa sembrare le figure sia di tre quarti che di profilo contemporaneamente, rendono lo stile di Peppa Pig ipnotico per tutti quegli insopportabili marmocchi in età prescolare. “Io e mio fratello guardiamo sempre Peppa Pig! È fatto così male e noi ci facciamo un sacco di risate! Nostra madre ci dice- ma come fate a vedere quella schifezza? E noi le diciamo –è una schifezza, ma fa morire dal ridere per com’è disegnata!”- questo è ciò che mi racconta una mia amica ventenne, appassionata di manga, anime, videogiochi, animazione occidentale, ma che nonostante tutto, non resiste a vedere quanta idiozia involontaria sia stata infusa nel prodotto Peppa Pig. Insieme al fratello quindicenne, i due ridono come se stessero vedendo una Youtube Poop.
Ma che…cavoLOL?
Peppa Pig è un cartone…animato piuttosto male. Un mix di flash e limited animation, e vorrei sapere sinceramente quanti frame sono usati per secondo. 1, 2, 3? Se per completare un episodio di South Park ci vogliono 3 giorni, per un episodio di Peppa Pig, quanto tempo ci vuole? Di meno o di più? Sarebbe interessante saperlo, considerato anche che le storie di Peppa Pig sono proprio scritte…di getto (o alla C.D.C., per chi capisce) e non ci vuole un genio come sceneggiatore.
Le immagini di Peppa Pig sono disegnate in uno stile piuttosto ridicolo ed è difficile credere che è stato disegnato da persone ADULTE. È inquietante vedere Peppa fissare fuori dalla finestra, come anche vedere i suoi occhi indemoniati mentre chiama al telefono. Fa anche ridere il fatto che Peppa e Suzy si facciano le linguacce quando si vedono (ma perché? Ma sono due racchie!) e poi si buttano a terra come delle ritardate. Ma l’immagine con più umorismo involontario di tutti è quella in cui fa una bolla di sapone per il fratellino George. Avete notato la forma fallica dei musi di Peppa Pig? E la bolla di sapone, non sembra qualcosa che aiuta a proteggere le coppiette in certi momenti? Okay, miei dolci bambini, vi ho rovinato l’infanzia. Sono una mamma stronza, lo so!
O anche l’espressione ambigua di George seduto sul seggiolone…ma sta per piangere o ruttare? (Risposta: la seconda)
Per via dello stile di disegno di bassa qualità, Peppa Pig è diventata in poco tempo tra i più grandi, una star delle Youtube Poop. A me, essendo la mia famiglia siciliana, è piaciuto in particolare il doppiaggio catanese: nel primo episodio, la famiglia di Peppa Pig va in vacanza sul lago (in provincia di Enna c’è un lago artificiale, credo sia quello di Pergusa) e ci sono varie citazioni a Catania & dintorni (nella versione originale Papà pig vedeva alla TV un filmato con una tronista catanese di Uomini & Donne, però poi Davidekyo ha dovuto cambiare il filmato di Uomini & Donne con quello della sua parodia di Wrecking Ball; inoltre Mamma Pig parla delle patate coltivate nella piana di Catania). Divertente anche il quinto episodio, dove quella zoccola di Peppa chiama a casa sua Compare Pecora (Suzy Sheep) e anche gli episodi sette (quello del pappagallo) e nove (dove Peppa Pig spara a Babbo Natale). Ma il secondo episodio migliore è quello dove si scopre che Papà Pig è un tifoso del Catania, e quando la sua maglia va in lavatrice…si incavola perché diventa la maglia del Palermo. Ottimo il fatto che Davidekyo provveda alle voci di tutti e quattro i personaggi, e ai vari effetti speciali (esplosioni, magliette che cambiano colore…e squadra, pistole assassine). Inoltre c’è anche una versione in bergamasco, Pota Pig. Purtroppo questa versione è difficile da capire, soprattutto quando parla il padre. Però mi ha divertito molto l’episodio dell’aeroporto, dove Peppa Pig ad un certo punto dice, così, dal nulla: ”Voglio un calcio in culo!” (te lo meriteresti eccome, Peppa!) In quel momento sono scoppiata a ridere come una pazza.
Peccato che le Youtube Poop sono una versione comunque finta di Peppa Pig, sono la versione di Peppa Pig che tutti i ragazzi grandi e gli adulti vorrebbero vedere. Peccato che…
Il cartone originale non è nulla di tutto questo!
In passato non mi sono fatta problemi a vedere cartoni per bambini piccoli. Il primo cartone che ho recensito era proprio un cartone per bambini in età prescolare, però era un cartone stupendo, pieno di immaginazione e inventiva, e con una famiglia di personaggi super ricca creata apposta per fare satira e divertire gli adulti che si sedevano e guardavano il cartone con i figli. Trovo da idioti e inaccettabile avere commenti ironici da deficienti maschilisti e misogini solo perché una persona recensisce un cartone che magari loro non conoscono, e non è giustificabile il fatto di ricevere commenti ironici per recensioni su cui si è speso del tempo sopra. Comunque sia, io non sono una persona con istinto materno e quei cartoni li vedevo perché erano dei bei cartoni. Infatti, le storie per bambini meglio riuscite, sono quelle che piacciono veramente anche agli adulti.
Peppa Pig è la banalità e l’insipidità fatta cartone. E per un maiale, essere insapore è una cosa grave. Battutacce mie a parte, Peppa Pig è un cartone basato sul nulla.
E dire che all’inizio avevo visto mezzo episodio con mia cugina (che ha 9 anni). L’episodio in questione raccontava della TV a casa Pig e delle riprese che la famiglia faceva. “Sembra un argomento creativo, quello delle riprese familiari”. Ma quell’episodio l’avevo visto proprio con la coda nell’occhio e sembrava carino. Però mi sbagliavo eccome! Quel giorno avevo proprio spento il cervello, ma per fortuna in seguito l’ho riacceso.
Basta vedere un qualsiasi episodio per accorgersi della banalità delle trame, delle situazioni senza guizzi e senza quell’immaginazione che rende speciali e intelligenti molte storie per bambini. Ho visto alcuni episodi della serie originale. Prima di tutto, il narratore è veramente ridondante. Io nel mio passato (remoto) vedevo la Pimpa, e lì non c’era nessun narratore invadente. Il narratore di Peppa Pig rende ovvio quello che è già ovvio e detto dai personaggi. No, non vale la scusa “è per bambini piccoli”. Non vale proprio . Perché io a due anni vedevo Il Re Leone per intero, perché molti bambini vedevano cartoni più complessi, magari neanche tanto complessi, ma non erano pedanti. Forse il concetto ai bambini non era chiaro al primo colpo, però quei film e quei cartoni come Il Re Leone o La Pimpa trattavano i bambini come persone intelligenti (e lo sono! Ma purtroppo molti adulti trattano i bambini come idioti totali, e finisce che lo diventano davvero). Ho visto l’episodio dell’aquilone finito sull’albero, veramente ultraprevedibile. L’episodio della spiaggia, pure molto carente di fantasia e ho trovato di cattivo gusto il fatto che stessero per dimenticarsi il padre sotto la sabbia. Poi ho visto un episodio che se la tirava in lungo con la storia dell’altalena vicino a casa Pig. E poi basta vedere le immagini da sole, anche quando guardate una Poop, lasciate perdere i dialoghi, anzi toglieteli del tutto e concentratevi solo sulle immagini. Vi accorgerete di quanto i creatori non ci abbiano nemmeno provato a mettere un po’ di creatività o dei veri problemi. Succedono delle banalissime cose di tutti i giorni.
Fin qui, Peppa Pig è un cartone insipido che se non fosse per il merchandising sarebbe caduto già nell’oblio.
E qui mi arrabbio
Qualche settimana fa, ero uscita con tre mie compagne di classe. A. aveva detto: “Ma tutti questi bambini che impazziscono per Peppa Pig! Anche in quinta elementare!” AR, invece, che purtroppo detesta molti cartoni animati (e detesta anche i Chipmunks e la musica disco e dance, ogni volta che penso al fatto che odia queste tre cose che adoro mi sale su un nervoso pazzesco!), ha detto: “Ma per favore!” E se da una parte, le do ragione, non mi va (e non mi andrà mai) giù il fatto che riesca a mettere nello stesso calderone cartoni stupendi come quelli della Disney o dei Chipmunks, musica stupende come quelle disco e dance degli anni 70-80 insieme a (ed è il caso di dirlo) porcate come Peppa Pig. D., l’altra mia compagna di classe, con il suo forte istinto materno (che io non avrò mai!) ha detto: “Ma è un cartone carino per bambini!”
Allora, io posso capire gli adulti che se vedono Peppa Pig per farsi quattro risate per quanto è brutto e banale (come la mia amica V., oppure come Fede di Vita da Papà), ma se una persona dice seriamente che Peppa Pig è carino (dopo aver visto molte puntate, fra l’altro)…mi dispiace, ci sono cartoni animati miliardi di volte meglio in giro. E se dici che Peppa Pig è carino, e disprezzi la violenza nei cartoni animati, allora stai pur certo/a che io, e tanta altra gente, ti disprezziamo.  
Peppa Pig sarebbe un cartone senza infamia né lode, però:
per prima cosa, la protagonista. Peppa è una stronza. Davvero, Peppa farebbe diventare carnivoro anche il monaco buddista più accanito, anche l’hippie più fricchettone, anche il vegano più convinto. Peppa è una ragazzina maleducata che prenderesti a schiaffoni tutto il giorno. Di solito i personaggi negativi sono quelli più apprezzati dal pubblico, perché tutti abbiamo dei difetti: basta pensare a Donald Duck, Homer Simpson, o, nell’epoca più moderna Re Ghiaccio o il pony Rarity. Sono tutti personaggi non proprio santi, anzi, con delle caratteristiche veramente patetiche, ma fanno ridere perché in essi riconosciamo delle nostre caratteristiche che non riusciamo ad ammettere. Peppa invece è odiosa. Soprattutto quando tratta male George e non lo vuole far giocare con lei. Ma che cosa le ha fatto di male, George? È vero, molti di noi erano così da piccoli, stronzi con i fratellini, però vedere un personaggio principale comportarsi da bulletto e non essere ripreso, dà veramente fastidio.
Il secondo problema è l’eccesso di fama che questa serie ha. Solo in Italia poteva capitare! Sapete, io guardo pochissimi anime (perlopiù Miyazaki e quando sono nostalgica qualche film pokemonoso), e sapete perché? Perché in Italia gli anime sono così censurati ed edulcorati, che ti passa la voglia di vederli. Io ho sempre pensato che in Italia molta gente pensi che guardare cartoni o leggere fumetti sia una cosa da bambini piccoli e idioti, e questo comportamento si riversa sulla realtà. Abbiamo le Winx che incitano all’anoressia, poi Geronimo Stilton che nonostante all’inizio non era niente di orribile, è diventato in poco tempo una lettura super edulcorata che serve per autocompiacere le mammine iperprotettive. E per di più: si fa scandalo su prodotti innocenti come i Pokemon (mi ricordo tutti quegli stupidi servizi al TG1…ma per favore!), si censurano gli anime in modo di far passare la voglia di vederli alle persone. E questo è il problema: perché una serie banale come Peppa Pig viene urlata ai quattro venti come se fosse la seconda venuta di Cristo? Perché invece nessuno parla bene di Lucca Comics, dei fumetti, dei videogiochi e dei cartoni e degli anime che contano? Vi farò un esempio: Miyazaki. Io ho visto alcuni dei suoi film (Porco Rosso,Il mio vicino Totoro,La città Incantata,Il Castello Errante di Howl e Ponyo sulla scogliera) e quando ho preso i DVD ci sono rimasta male: zero contenuti speciali (un trailer e degli storyboard, se butta bene), mentre in America quei DVD sono pieni di contenuti speciali. Perché in Italia dobbiamo dar peso alle sciocchezze senza infamia né lode come Peppa e dimenticarci che esistono molti cartoni e anime che valgono molto più di lei? Perché il film di Peppa Pig fa tanto scalpore e certi film d’animazione (come quelli di Miyazaki) passano solo in due cinema d’essai? È vero che il mercato infantile è quello che compra di più, però dobbiamo ricordarci che i fumetti e i cartoni vanno trattati con dignità e che hanno davvero un mercato più vario e ampio. Sennò nascono aborti mal riusciti come le Winx o Stilton, oppure ridicole petizioni come quella per abolire Regular Show, fatta da un gruppo di genitori ridicoli.
Il vero problema
Non voglio dire che i bambini debbano smettere di vedere Peppa Pig. Però, non deve essere l’unica cosa che vedono alla TV. Fede (Vitadapapà) l’ha capito e ha iniziato a guardare altri cartoni animati (sia degli anni ’80, che degli anni 2000) da poter proporre a suo figlio. I bambini non devono essere parcheggiati inermi di fronte alla TV, catapultati in mondi finti come quello di Peppa Pig, dove non c’è nessun vero dialogo, nessuna vera comunicazione, nessuno spunto riflessivo. Peppa Pig si può guardare ogni tanto, però esistono molti cartoni e libri che stimolano la creatività, l’immaginazione e il pensiero critico, anche mostrando cose scomode. Peppa Pig, con la sua banalità e la sua finzione, non stimola nulla di tutto questo.
Ma…per creare Peppa Pig sono stati fatti studi psicologici!!!
Di sicuro sono stati fatti studi per crearlo, basta pensare al fatto che lo stile di disegno imita quello dei bambini piccolissimi o a come sono state scritte le trame…ma il risultato è molto artificioso. Peppa Pig è un cartone banale nei dialoghi e nelle trame, che riesce a far ridere solo se ridicolizzato. Una volta i bambini guardavano cartoni più violenti, oppure più tristi, e magari avevano solo un pallone o una bambola per giocare, ma amavano disegnare e creare. Adesso, invece, la pedagogia più sfrenata sta rovinando i bambini, che sono sottoposti a troppi stimoli e perdono la loro creatività, parcheggiati come sono di fronte a una TV, e in modo apatico. Non c’è fantasia in Peppa Pig. Quando pensiamo troppo a come fare qualcosa di educativo, a volte finiamo per uccidere la nostra spontaneità e la spontaneità altrui.
Ci sono un sacco di cartoni migliori di Peppa Pig. Ad esempio, recentemente ho rivisto due episodi di Bear nella grande casa blu, e nonostante l’abbia trovato un cartone discreto (è ovvio che alla mia età quelle morali sono ovvie!), è comunque un cartone che stimola l’attenzione dei bambini e li aiuta a pensare, e quindi, nonostante non faccia più i salti mortali per vederlo, non lo odio, perché non è buonista, ma è naturale e spontaneo. Non capisco neanche chi critica La Pimpa. Mi sono arrabbiata quando una persona online ha sputato questa sentenza: “La Pimpa è disegnata male!” Innanzitutto, stai zitto/a, perché se offendi lo stile di disegno della Pimpa, offendi lo stile di disegno di Altan in generale. A me girerebbero le palle se fossi in Altan e leggessi questa cosa, perché lui da piccolo ha disegnato per ore in molti pomeriggi perché in Friuli Venezia Giulia, che è la regione in cui vivo io (e viveva anche lui), piove molto e si annoiava… almeno lui sviluppava la sua creatività anziché starsene a rincoglionirsi sui social network! Se il cartone non ti piace è un conto, ma dici “lo stile non mi piace” anziché “è disegnato male”. Comunque a mio avviso La Pimpa sarà anche un cartone per bambini di 2 anni, ma ha un sacco di battute argute e invenzioni geniali (la bici con le ruote gonfie che va in Australia). Altro che Peppa Pig.
Un altro personaggio femminile di età infantile che consiglio a tutti di mostrare ai propri figli è Mafalda. Ha 6 anni ed è semplicemente uno dei migliori modelli femminili creati. Ne parlerò approfonditamente in un altro post.
Per il resto, avete dei figli? Ci sono un sacco di cartoni migliori di Peppa Pig! Il Re Leone, Oliver & Company, Ratatouille, Alvin Rock ‘n’ Roll, Bear nella Grande Casa Blu, Phineas & Ferb, Ducktales, Dumbo e chi più ne ha più ne metta (ne ho un sacco in mente, non mi vengono).
In conclusione, Peppa Pig è un cartone insipido e insignificante, se non fosse per il merchandising e per la protagonista, non lo detesterei così tanto. In conclusione, Peppa la maiala è bocciata ed è obbligata a ripetere tutte le classi dell’asilo.

E con questo post sia ironico (per non piangere) che serio (perché alla fine certe cose mi fanno incavolare), vi saluto e vi do appuntamento alla prossima! Con la recensione degli ultimi due episodi della seconda stagione di Gumball e poi Mafalda.

6 commenti:

  1. Ho apprezzato molto l'ironia :)
    Se quei verri non assomigliassero a dei peni, forse li apprezzerei di più

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    1. Grazie mille :)
      Solo un chiarimento, quando ho scritto "Ma sono stati fatti degli studi!!!" ero seria, però il mio concetto era questo: "è vero che avranno fatto degli studi per creare questo cartone, però al contempo questi studi hanno soffocato delle vere possibilità creative". Non so se mi sono spiegata bene.

      Se fossi più dolce e ingenua, direi che Peppa Pig ha la faccia a forma di asciugacapelli. xd In effetti entrambi i punti di vista sono veri. xd

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  2. Non ho visto nemmeno un episodio di Peppa Pig. In realtà confesso che ero tentata di guardarne qualcuno per scrivere qualcosa sul mio blog in tema ma so che sono poi sono un'indicibile precisina del cavolo, per cui mi troverei a guardare tutta la serie - anche se mi fa schifissimo - prima di scrivere qualcosa e quindi finisco a desistere.

    Interessante l'analisi sui cartoni animati dei primi anni 2000, anche se non avrei messo le opere di Miyazaki perché sono nipponiche, e in quegli anni l'industria dell'animazione giapponese ha sfornato ottimi titoli originali (ovvero non conto quelli tratti da altri mezzi narrativi come libri, manga o videogiochi, se no non finisco più) come Code Geass, Eureka Seven, Noein, Bakumatsu Kikansetsu Irohanihoheto, Blood+ e La ragazza che saltava nel tempo.
    Tra l'altro, in quegli anni usciva anche, su Cartoon Network, Justice League Unlimited, che è una gran bella serie :D

    In ogni caso è interessante come Peppa Pig sia si inserita a colpi di merchandise in una nicchia di mercato lasciata momentaneamente vacante. Mi sta venendo la curiosità di guardarne almeno un episodio XD

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  3. Una volta ho visto un cartone animato di Rai 2: Clic & Kat. Idea carina ma ovvia con una trama uguale per tutti gli episodi. Un cartone Monotono e troppo stereotipato. Provare (a vedere tutti gli episodi) per credere!

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    1. Ciao Viola! Grazie per essere passata di qui. Non conoscevo per niente Clic & Kat, però sto seguendo con interesse, oltre ad altre serie animate più adulte o mature, un cartone per piccoli chiamato Callie Sceriffa del West. lo trovo molto interessante sia nel bene che nel male, infatti sia se trovo episodi fatti bene che episodi eccessivamente sdolcinati, c'è sempre qualcosa da dire in entrambi i casi, presto ne riparlerò su questo blog!
      Grazie per essere passata ;)
      Ora provo a cercare quel cartone sul tubo ;)

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  4. Parole sante!!!!
    Peppa al rogo, anzi, allo spiedo!!

    Piuttosto, hai giá recensito Il Trenino Thomas?
    Se non vuoi mandarlo a cagare, NON guardare gli episodi tra la quinta e la sedicesima stagione.

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