domenica 11 novembre 2012

CRAPTOONS:Geronimo Stilton-Nel regno della fantasia

Secondo me, un cartone/fumetto è bello indipendentemente dal fatto che possa rivolgersi ad un pubblico di bambini, di ragazzi, di tutte le età oppure di adulti. Insomma abbiamo cartoni/fumetti per bambini o belli (come PB&J Otter, il primo cartone che ho recensito in questo blog o la Pimpa) o brutti (come Higglytown Heroes), abbiamo anche cartoni rivolti agli adulti e fatti benissimo (come i Futurama o le prime 10 stagioni dei Simpson) e cartoni rivolti ad adulti ma che fanno pietà (Bob's burgers). Quindi quando si valuta un prodotto, la cosa che CONTA (scusate la sindrome del capslock, ma quando serve, serve) non è l'età a cui è rivolto, ma la qualità. Possiamo avere dei prodotti fantastici per bambini o orrendi che si propongono un pubblico adulto, e viceversa. 

In questo topic analizzeremo il famigerato libro Nel regno della fantasia (2003) scritto da Geronimo Stilton.
Innanzitutto: craptoons è una crasi tra le parole crap (termine colloquiale, che in inglese significa merda) e cartoons
Sì, perchè siamo adulti o adolescenti qui, quindi non raccontiamoci balle e affrontiamo la dura realtà: Geronimo Stilton FA schifo. Di come questa serie di libri possa essere evitata come la peste e tolga ai bambini il desiderio della lettura di libri (ma per fortuna Harry Potter e i doni della morte, Twilight e New Moon quando avevo 14 anni, mi hanno fatto tornare il piacere dei romanzi! Ora, non voglio dire che i due libri della Meyer siano dei capolavori, se li leggessi adesso, probabilmente non li troverei più tanto appassionanti, ma almeno, mettiamolo in chiaro, hanno invogliato alla lettura tante ragazzine, tra cui alcune fighette -io non ero fighetta, non ho mai avuto un ragazzo in vita mia, tantomeno a 14 anni-, e questo, non è poco),di come abbia messaggi deviati, buonisti e malati e degli altri difetti dell'intera saga tratterò in topic a sé stante, qui parlerò del libro....

Geronimo Stilton- Nel regno della fantasia (2003)
IL PRIMO LIBRO AL MONDO CON PUZZE E PROFUMI EEEEEEEEEEH!!!!!!!!!111111ONEONEONE 

Se la vostra nostalgia è troppo forte da accecarvi e da farvi pensare che questo libro sia un capolavoro della letteratura per ragazzi, fermatevi un secondo e pensate: l'avete letto di recente e vi è piaciuto ancora? Se la risposta è NO, allora riconsiderate la vostra nostalgia e fermatevi un attimo a leggere la mia recensione.
Quando uscii il libro, avevo 9 anni (quasi 10)e, come tutti gli altri bambini, lo comprai e lo lessi. Però...a distanza di anni, e non molti anni, lo avevo rimosso o quasi dalla testa (e ciò non è affatto un buon segno). 
Ecco cosa mi ricordavo prima della rilettura:
- il fatto che Geronimo sognasse tutto e si risvegliasse, per scrivere il libro e per incidere il CD (product placement incluso nella storia, vi ho avvertito)
- il fatto che i draghi siano buoni in Cina e nell'intero estremo Oriente(e questo mi piace, avete presente Charizard?)
- il fatto che gli gnomi siano già adulti a tre anni 
-come bere un ovetto fresco (e io da piccola mentre leggevo il libro lo dissi a mia madre, e lei non mi ricordo cosa rispose, comunque disse che non era poi una cosa tanto fattibile. E io pensai: sto libro del cavolo). Però ammetto che l'ovetto fresco lo vorrei bere ancora...chissà che sapore ha
- il camaleonte e il ranocchio
- le puzze e i profumi...la cosa in assoluto migliore del libro (e adesso, a 9 anni di distanza, non si sentono quasi più!! Uffi...l'unica cosa originale del libro, andata in vacca...)
DOMANDA: perchè non ho mai provato interesse per libri fantasy? (a parte Harry Potter e Twilight) Forse che...
E finalmente ieri, la sottoscritta, studentessa universitaria di 18 anni e mezzo, in un momento di pausa decide di andare dalla sua nonnina, che ha a casa sua alcuni libri e fumetti appartenenti a me e a mio fratello, e pensa: "Mi rileggo Nel regno della fantasia per vedere se mi potrebbe piacere ancora o no, dato che a molti ragazzi che l'hanno riletto non piace più".
Ed ecco la mia esperienza:
già il fatto che avessi rimosso quasi tutto quello che succedeva nel libro, non era un buon segno. Freud infatti diceva che si rimuovevano di solito esperienze spiacevoli o cose poco belle, quindi, in questo caso ho rimosso qualcosa di poco bello. Comunque riprendo il libro in mano e mi accorgo di quanto sia piatto e insipido. La storia prende avvio quando Geronimo cade addormentato, dopo una serie di gag slapstick, nella soffitta di casa sua e improvvisamente si trova di fronte ad una porticina...che serve ad accedere al regno della fantasia (ma che oooooooooooooooriginalità, no,davvero Elisabetta Dami, tu sei la persona più creativa del mondo, Omero e Dante in confronto a te scrivono temi da prima elementare!Scherzi a parte, ho letto che questo geronimoso libro è pieno di scopiazzature, anche da altri libri fantasy -che un mio amico dell'università definirebbe libri di Epica- come il signore degli Anelli, i quali purtroppo non ho mai letto. Comunque questa qui è una scopiazzatura palese da Alice e il paese delle meraviglie). Oltrepassata la porticina (ma al piccolo maghetto il magone gli verrààà se in quel passaggio magico non vi entrerà- Potter Fesso, Gem Boy), Geronimo incontra un rospo -personaggio senza infamia nè lode- chiamato Scribacchinus Scribacchis e i due iniziano a viaggiare per i regni, dopo aver scoperto che Floridiana, regina delle fate, è in pericolo (non si capisce bene se per colpa dei Troll o...insomma, il libro non dà una motivazione chiara e sensata a tutto ciò...) e nel viaggio incontrano nuovi amici, con i quali formano la compagnia della Fantasia, idea a mio avviso carina, ma sfruttata male e alla fine salvano Floridiana. Il problema del libro è che non succede praticamente nulla: i personaggi, muovendosi per i vari regni, non fanno  niente che si possa considerare veramente eroico o di avvincente. L'altro problema del libro è la ripetitività: in ogni regno, Geronimo riesce ad andarsene e a salvarsi il culo solo raccontando leggende sulle varie creature mitologiche. Queste leggende, da una parte sono la parte migliore del libro proprio perchè non inventate da quel genio assoluto della Dami... ah se ci fate caso lei usa la versione disneyana della fiaba della Sirenetta (nella storia di Andersen, alla fine Ariel muore e diventa schiuma), dall'altra parte denotano la stanchezza e la pigrizia mentale da parte dell'autrice (Geronimo è una femmina in realtà hihihi) di creare veri conflitti e vere situazioni avventurose, non dico con spari e pistole alla Floyd Gottfredson (pur di topi stiamo parlando, anche se Topolino ha i controcazzi, a differenza di Geronimo che non ha nè un pisello nè una patata), ma almeno accattivanti. E poi ci sono anche (nel regno dei folletti), le illusioni ottiche, che per quanto interessanti non sono inventate dalla scrittrice e si potrebbero trovare benissimo in qualsiasi altro libro. Ma parliamo dei personaggi: già chiamarli così vuol dire far loro un complimento, dato che non hanno NULLA di personalità... quindi sono macchiette. Ma dai, sì, hanno una personalità...vediamo, Geronimo ha la personalità di un ferro da stiro senz'acqua, il rospo ha la personalità di un uovo sodo, il folletto ha la personalità di un chilogrammo di spinaci, ecco, più o meno così. C'è di buono che Geronimo non è ancora irritante in questa storia (come invece sarà in futuro), è...insomma, lui esiste e basta, ma anche se non esistesse non cambierebbe niente. Il camaleonte Pustola, alleato dei troll, inoltre si redime di punto in bianco, senza nemmeno un minimo approfondimento psicologico, in modo da sembrare più un deus ex machina che un vero personaggio. Poi avete notato che in ogni storia di Geronimo deve esserci un personaggio (in questo caso il folletto) che gli rompe le scatole con battute celebrolese? Il libro comunque è pieno di dialoghi ripetitivi: "hai un brufolo sul naso" "sei un cavaliere" "noooo, non lo sono" ripetuti 154 miliardi di volte tanto per raggiungere le cartelle necessarie all'editore per la pubblicazione del libro. Fortunatamente, nonostante ci sia molto umorismo slapstick (che nei cartoni è ottimo, nei libri direi di no), non c'è umorismo escatologico: le cafonate che contraddistingueranno i volumi futuri (che lo letto perchè li ha mio cugino di 9 anni) di Stilton, qui mancano e i genitori che leggono la storia ai figli possono evitare di tagliarsi le vene. 
Per quanto riguarda la Compagnia della Fantasia: ma che senso ha di esistere se i personaggi che si uniscono ad essa (tranne Geronimo e il ranocchio) NON fanno assolutamente un tubo e stanno lì fermi, solo a far numero e fare le belle statuine? Il personaggio della draghetta, lo ammetto, è simpatico...però non l'hanno sfruttato per niente!!! Avanti, l'unica idea carina. Un'altra cosa che mi è piaciuta è la gnometta che si riflette nella fonte della giovinezza e dice:"Mi piaccio così, anche con tutte queste rughe!" Finalmente un personaggio femminile che non ha bisogno di truccarsi per sentirsi migliore. 
Per il resto il libro, pur non trovandoci niente (come capiterà in futuro in libri della stessa serie) che tratti i bambini come degli imbecilli, è un'accozzaglia di piattume, di insipidità e di periodi ipotetici e congiuntivi uccisi senza pietà (protasi: se+impf, apodosi:impf, dovrebbe essere un periodo ipotetico del terzo tipo -irrealtà-, quindi in modo corretto protasi: se+cong.trapassato, apodosi: condiz. trapassato), insomma la perfetta macchina per far soldi, la mucca da mungere fino all'ultima,amara, goccia di latte o il limone da spremere fino all'ultima, aspra, goccia, frutto di un sapiente e studiato marketing e con delle illustrazioni bellissime e accattivanti (i disegnatori sono gli unici che meritano rispetto qui, loro sono gli unici che si divertono e lavorano onestamente e non in modo sporco).
Vi rendete conto che Elisabetta Dami è sempre stata affamata di soldi e non gliene frega un tubo dei buoni fumetti e dei buoni cartoni (perchè Geronimo è una brutta, sbiadita copia di Topolino)? Vi rendete conto che Elisabetta Dami pensa ai fumetti e ai cartoni come roba per bambini dementi e ritardati? Come dice Manolito, l'amico di Mafalda: "Quando hai soldi, ne vuoi ancora, e ancora, e ANCORAAAAA!" 
Tutto il mio rispetto ai disegnatori -gli unici che si fanno il culo-, ma Elisabetta Dami non ha talento per scrivere, ha ereditato il suo lavoro solo dal padre (l'editore Dami). Ecco come funziona in Italia, non c'è rispetto per i veri talenti. Anch'io allora, se avessi un padre medico, potrei essere un medico, ma lavorare male.
Il libro non è uno dei peggiori di Stilton, ma è banalissimo, ripetitivissimo e piattissimo: non fatelo leggere ai bambini, se non volete che si disappassionino alla lettura. Se avete letto questo libro da bambini, vi invito a rileggerlo solo se volete fare una critica. E no, io non sono vile, perchè io i bei prodotti per bambini li so riconoscere e so capire la loro originalità e la passione che gli autori vi mettono (avete letto le mie primissime recensioni?), ma Geronimo Stilton è un'offesa a chi si dà tanto da fare per scrivere bene per un pubblico infantile. La Pimpa di Altan se lo mangerà in un boccone. E credetemi, La Pimpa sarà pure considerato per un target più basso, ma io l'ho riletto a quindici anni e l'ho trovato GENIALE, mentre avevo letto un libro di Geronimo di mio cugino e ne ero rimasta disgustata a dir poco. 
Se volete far leggere storie con animali antropomorfi ai vostri bambini/cuginetti, fategli leggere CARL BARKS o ALTAN.
In conclusione, Nel regno della fantasia non è il peggior titolo di Geronimo e nonostante qualche morale stucchevole non ha niente di perversamente buonista. Si tratta solo di una studiata operazione commerciale. Da notare il "bestiario" a fine volume, dove tra i vari personaggi di fantasia c'è Harry Potter, segno che la Dami non era ancora così spocchiosa come adesso e riconosceva la grandezza della Rowling. (Geronimo in futuro insulterà Dante, ma ne parleremo meglio in seguito).
Voto: 4/10

Vi lascio con una recensione sul libro (con la quale sono piuttosto, non del tutto, d'accordo) che ho trovato su Anobii. Più persone sgonfiano questa saga di libri, meglio è:
recensione di Werehare
voto:2/10
Assolutamente ridicolo, e premetto che l'ho letto alle medie assieme a mia sorella che frequentava le elementari: ci siamo sganasciate dal ridere tutte e due per la pochezza di questo libro. Il due è esclusivamente per le illustrazioni graziose e le discrete schede informative a fine libro. Andrebbe chiarito una volta per tutte che libro per bambini non vuol dire libro idiota, raffazzonato e senza un grammo di originalità - tutte cose che questo libro è: il protagonista è patetico e irritante, le vicende sono artefatte e più che prevedibili, lo svolgimento è tirato via al massimo, le battute sono di una tristezza rara, i personaggi sono macchiette, non c'è UNA singola cosa che non sia scopiazzata o riciclata o già sentita. Il che, in un "fantasy", fa pensare. C'è più suggestione in un sempreverde libro di fiabe, per non citare Ende, Rowling, Lewis, Verne, Barker e così via. Un libro che sa *davvero* far volare con la fantasia, inoltre, non ha bisogno di una figura ogni due facciate e di una parola ogni cinque scritta in caratteri speciali per meravigliare: il ricorso a simili mezzi, degni di un libro illustrato dell'asilo, è indice di quanto potenti siano scrittura, personaggi e storia (zero). Una storia semplice, ovvero per bambini, non è necessariamente una storia scontata, ma questo Geronimo Stilton non pare averlo afferrato. Vogliamo capire che i bambini NON hanno bisogno di essere trattati come imbecilli?

FINE








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