sabato 17 dicembre 2011

PB&J Otter recensione stagione 3 parte A(primi 13 episodi)

Con queste recensioni voglio riportare alla luce uno dei migliori cartoni animati prodotti dalla Disney. Prima di continuare voglio mettere delle regole molto importanti (i commenti si possono a fare in un post a parte, non in questo)
Regole:
  1. Per favore niente commenti immotivati (né positivi né negativi) e per immotivati intendo ironici e sfottori. Non mi importa se c’è gente a cui questo cartone non piace, quello che invece mi importa davvero è che il mio lavoro venga rispettato in quanto tale. Se a qualcuno non piace quello che faccio, può anche non guardarlo e non commentare, così si dimostra una persona matura. Io sono una persona che cerca di andare d’accordo con tutti, quindi mostrate rispetto per il mio lavoro e vi mostrerò rispetto per il vostro. Non voglio prendere in antipatia nessuno.
  2. Le correzioni grammaticali sono bene accette
  3. Niente parolacce
  4. Solo perché recensisco un cartone degli anni ’90 per bambini non significa che io non ami cartoni più maturi. Io non giudico le cose per età, ma per qualità.

    PB&J OTTER
    TERZA STAGIONE
    La terza ed ultima stagione di PB&J Otter è interamente disponibile su Youtube ed io possiedo quasi tutti gli episodi in DVD (mi mancano The Funky Band/Singin Kid e Collector’s editino/Trading Places, quest’ultimo mai mandato in onda in Italia dato che si passa dall’episodio Easy Pickings a quello Munchy’s no big deal senza spiegazioni) e ne ho approfittato di YT per vedere quelli mancanti.
    Per introdurre la terza stagione dirò questa: se non si considerassero le prime due stagioni, veri e propri capolavori e che rendono questo cartone la mia serie Disney preferita, PB&J Otter sarebbe soltanto una bella serie per bambini, con episodi interessanti ed episodi debolucci.
    Da una parte ciò è comprensibile perché effettivamente le storie che compongono la serie sono 127, la maggioranza della quali dura 11 minuti e forma una parte di un episodio da due storie, e NON 65, 65 sono il numero degli episodi (quelli da 2 storie da 11 minuti e quelli da una sola storia da 22 minuti), quindi è ovvio che la creatività vada affievolendosi. Dall’altra parte la serie ha ottenuto un successo più che discreto, ovvero ha raggiunto i suoi 65 episodi previsti dalla famosa legge disneyana dei 65 episodi, anzi dovrei dire 66 episodi, dato che l’ultimo mandato in onda (però collocato cronologicamente prima del vero episodio finale –ovvero Goodbye Lake Hoohaw-) è un divertente speciale di Halloween; non è ne stata un flop né è stata così famosa da fare il salto dello squalo. Sì, è vero, verso la fine ci sono alcuni episodi riempitivi che riprendono concetti educativi insegnati in episodi delle precedenti stagioni e perciò vedendo tutta la serie almeno un episodio al giorno (come facevo nel 2008), la ripetitività di certi episodi dell’ultima serie è evidente. Cambia anche il tono delle canzoni: sono sempre allegre, ma, se nelle stagioni passate le canzoni si collegavano all’avventura che i personaggi vivevano (ad esempio in Butter Tags Along o in This Little Light of Mine) e non trasmettevano valori educativi, qui nella maggioranza dei casi si collocano verso la fine degli episodi e narrano una lezione, il più delle volte in modo creativo. La debolezza di questa terza stagione è avere certi episodi incentrati su personaggi secondari come Flick e Munchy e nei quali la presenza di PB&J è piuttosto inutile. Ma la serie non ha esaurito la sua potenza creativa: viene intanto introdotta un po’ di continuità, già presente, seppure più a sprazzi, nella seconda stagione (Flick che impara a volare). Ecco quindi che questa terza stagione ci presenta Rodolfo, un playboy muscolo che diventerà poi marito di Zia Nanner, e Mr. BigDog (in 2 episodi), un bulldog affarista un po’ ingenuo. Alcuni episodi a due storie (The Funky Band/ Singin Kid e Peanut cries “Uncle”/ Nanner says “I do”) sono concatenati, nel primo episodio avviene un fatto che poi verrà ripreso nel secondo. Inoltre Peanut e Jelly fanno parte di una squadra di calcio (negli episodi Flick’s hat trick, Soccer Surprise, Win, Win, Winner). La serie però è ancora capace di offrire gioiellini spassosissimi ed è qui che c’è l’episodio migliore di tutta la serie (leggete e scoprirete qual è). Ho anche trovato qualche citazione alla cultura popolare.


    Titoli italiani degli episodi del cartone Pepi, Briciola e Jojo

    3^stagione (2000)
    1. Senza mani, senza piedi, senza ali/ Al lavoro con papà
    2. The funky band/The singing kid
    3. La storia di Johnny Pampalop/ Un vero equipaggio
    4. La piscina segreta/ Gnammy è triste
    5. La scatola misteriosa/ I mostri del bosco
    6. Fischi da concerto/ Billy l’anatra
    7. Il fango magico di Opalina/Il sogno di Gnammy
    8. Il capolavoro di Pepi/Attacco di nostalgia
    9. Halloween sul lago Urrà
    10. Le avventure di zia Nanna/ Ogni cosa al suo posto
    11. Gare di atletica/ Escursione tra le ortiche
    12. La festa di Capitan Gazpacho/Il fiore di Bazania
    13. L’onesto sergente roccia/ Non disturbate papà
    14. All’erta sentinella!/ Il torneo di calcio
    15. Una festa a sorpresa/ La raccolta delle more
    16. Collector’s edition/Trading places
    17. Gnammy parla nel sonno!/ Un amico di nome Glu Glu
    18. Il vecchio zio Orazio/ Lezioni di cucina
    19. La fragola allegra
    20. Il castello di sabbia
    21. Dov’è andato Birillo?/ L’importante è divertirsi
    22. La crostata è tutta mia/ Amiche del cuore
    23. Pepi è geloso/ Zia Nanna si sposa
    24. Gnammy diventa grande/ Il mostro del lago Urrà
    25. Il giorno di San Valentino/ Il cugino Ricky
    26. Il posto più bello del mondo


    1)Senza mani,senza piedi, senza ali/Al lavoro con papà (26 marzo 2000)
    La prima storia è un buon modo di fare un giochino di logica senza far rompere la quarta parete ai personaggi, come in seguito capiterà in tanti show per bambini, dove i personaggi chiederanno aiuto agli spettatori. Qui non c’è nessun elemento “meta”, ma i ragazzi di Lago Urrà sono impegnati a risolvere un giochino per conto loro: come trasportare un oggetto senza mani, senza piedi e senza ali? La risposta è facile: con la coda! Il giochino è raccontato in maniera semplice ma al contempo gradevole, anche se l’episodio è uno dei più prevedibili in assoluto se visti da qualcuno sopra i 6 anni. Non proprio l’episodio per introdurre qualcuno alla serie, ma in compenso guardabile. Voto: 7/10
    Nell’episodio “Mama for a day” le tre piccole lontre prendevano il posto della mamma ammalata e svolgevano loro le faccende di casa. Qui invece decidono di aiutare il papà a consegnare le merci. Divertente, ma non eccellente: il momento migliore è durante la canzone,quando le lontre inviano con la fionda le consegne in una sequenza che ricorda molto l’inizio di Dumbo (quando la cicogna fa cadere i vari fagottini alle proprie famiglie allo zoo). Voto: 8/10

    2)The Funky Band/ The Singin Kid (2 aprile 2000)
    La prima storia racconta di PB&J che hanno fondato una band con i loro amici Munchy, Flick, Scotch e Pinch. Ovviamente gli Snooties sono gelosi e vogliono avere qualcuno con cui giocare, quindi ipnotizzano gli amichetti delle lontre mandando da loro dei giocattoli super fighi e all’ultima moda. Alla fine, saranno le tre lontre a dimostrarsi le più mature, forse il finale sarà pure buonista, ma PB&J si sono dimostrati i più maturi ad accettare Ootsie e Bootsie nella propria band per far capire loro che non è giusto essere gelosi nell’avere amici. Strano però che nella storia seguente Ootsie e Bootsie non appaiano. Voto: 8 ½ /10
    L’episodio seguente tratta di un “tema maturo mascherandolo sotto un innocua storia per bambini”. Alla fiera locale, Jelly vede la superstar Odella Otter, una diva piuttosto egoista che si vanta del proprio successo, dei suoi gingilli e se ne frega degli amici, pensando che la fama sia più importante. E tutto ciò non l’ho invento io…lo canta lei! Jelly ovviamente è solo una bambina piccola e rimane affascinata dalla star, tanto che inizia a comportarsi in modo snob e a vestirsi da diva, oltre a non voler giocare con gli amici. Importante notare che Jelly nella maggior parte degli episodi è un maschiaccio (va sullo skateboard, fa sport), qui invece si comporta come una signorina. Ovviamente quando è troppo è troppo, e Jelly ad un certo punto perderà la voce mentre starà per esibirsi e saranno i suoi amici a farle capire che meglio della fama e del successo è avere qualcuno al proprio fianco capace di amarti veramente. Insomma, è molto importante far capire queste cose ai bambini in modo che non si illudano, perché secondo me non c’è niente di peggio delle illusioni e delle manie di protagonismo. L’episodio ha 3 canzoni: The biggest little thing di Odella Otter, la breve Talkin about Hoohaw Lake di Flick, e poi From our heart cantata dai ragazzini della “Lake Hoohaw’s funky band” (però non da Ootsie e Bootsie, misteriosamente assenti). C’è anche una citazione alla cultura popolare: in camera di Jelly ci sono delle immagini di Odella con scritto vicino Material Mammal, parodia della Material Girl riferita a Madonna. Episodio veramente bello, gli darei 10 se non me lo fossi rovinato andando a leggere mesi prima di vederlo il copione scritto su un blog. Voto: 8 ½ /10
    3)La storia di Johnny Pompalop/ Un vero equipaggio (9 aprile 2000)
    Questa storia particolare è incentrata su un racconto di Johnny Pompalop (una sorta di Giovanni Semedimela,personaggio della tradizione americana) e di un coniglio suo amico. I due hanno una missione nella frontiera selvaggia:andare a trovare un terreno fertile per piantare dei semi nella zona di Lago Urrà. Ci riusciranno? Innanzitutto ci tengo a precisare che nella storia PB&J e i loro amichetti appaiono eccome e la storia di Johnny Pompalop è iniziata a raccontare da zia Nanna, che però deve andarsene via con il libro perché deve leggerlo a una festa di compleanno. Quindi i ragazzi vogliono immaginare come finisce alla storia e alla fine ci riusciranno alla grande. Molto divertente la sequenza in cui tutti i bambini (tranne Peanut) iniziano a mettere nella storia di Johnny elementi che non c’entrano niente e Peanut calma i loro entusiasmi dicendo:”Una storia ha bisogno di logica!” Inoltre questo episodio è ambientato di sabato e scopriamo l’esistenza di una biblioteca a Lago Urrà, la quale riapparirà nell’episodio L’onesto sergente roccia. Gli episodi come questo, che raccontano il passato di Lago Urrà li ho sempre trovati molto interessanti perché cercano di far diventare protagonista anche un luogo, ambientazione apparentemente muta. Molto soddisfacente.Voto: 9 ½ /10
    La seconda storia ha un ritmo piuttosto veloce ed ha uno spunto simile all’episodio “Soap Box Derby Day” della prima stagione, solo che questa gara è ambientata in acqua. L’episodio vede i ragazzini del lago partecipare a una gara di soap box acquatiche, ma affondano tutte tranne quella delle lontre (e di Pinch), con la quale arrivano a destinazione e vincono tutti. (Mentre nell’episodio delle soap box della 1^stagione vincevano solo Peanut e Jelly). Divertente, ma c’è di meglio, mi sembra un po’ una presa in giro fare una gara dove tutti vincono senza un vero motivo. Voto: 6 ½ /10
    4)La piscina segreta/Gnammy è triste (16 aprile 2000)
    Nella prima storia Zia Nanner porta i bambini di Lago Urrà a fare una gita avventurosa nei boschi per andare alla ricerca di una piscina segreta in cui lei andava sempre da piccola a fare il bagno. Durante il percorso ci sono molti ostacoli che rendono il tutto avventuroso, ma l’arrivo è deludente: la piscina in realtà è molto più piccola. Zia Nanner è delusa perché è stata ingannata dalla sua immaginazione e capisce che a volte da piccoli si tende a vedere il mondo con occhi diversi e ci si sorprende anche per cose non molto importanti. Però i ragazzi sono felici lo stesso, perché si sono divertiti! Infatti l’importante non è arrivare, ma viaggiare. Una lezione filosofica a misura di bambino. Voto: 10/10

    Nel secondo episodio Munchy si sente depresso perché la sua barchetta preferita si è rotta e i suoi amici provano a farlo stare allegro, ma lui si sente triste e al contempo non vuole piangere perché è “da bambini piccoli”. A nulla valgono i tentativi degli amici (tra cui anche la buffa idea della macchina del solletico, che appare anche alla fine dell’episodio quando Butter sta per piangere perché non vuole andare a dormire!) a farlo felice, e alla fine lui e Peanut scoppieranno a piangere, ma si sentiranno meglio. Munchy otterrà la sua barchetta riparata, e la prima volta che vidi l’episodio trovai ciò imprevedibile, e inoltre mi ricordo che mentre lo stavo guardando dissi: “Io non piangerei se mi si rompesse un giocattolo, piangerei se mi si rompesse il gameboy”, frase contraddittoria che dimostra che non avevo ancora superato la fase del piangere per un giocattolo rotto. L’episodio affronta un tema per niente infantile: piangere fa star bene a tutte le età, e tenersi dentro i mali fa invece stare peggio. Sarei tentata di dare all’episodio un 10, ma non lo do perché la canzoncina (Laugh it out) presente nell’episodio è fastidiosa da ascoltare per il suo ritmo. Voto: 8 ½ /10
    5)La scatola misteriosa/ I mostri del bosco(23 aprile 2000)
    Nella prima storia, le lontre ricevono dalla zia Nanner un pacco contenente una sorpresa e muoiono dalla voglia di aprirlo…ma devono aspettare l’arrivo della zia! All’inizio i tre provano a resistere, immaginano addirittura di fare un quiz televisivo per far passare il tempo, ma l’ossessione per la sorpresa diventa sempre più grande finché diventa insopportabile e aiutati dai loro amici, le lontre aprono il pacco, ma la sorpresa è un po’ rotta! Sarà zia Nanner ad aiutarli a riparare la bici musicale (idea un po’ sciocchina, ma vabbè) contenuta nel pacco e ad insegnare loro che è importante avere pazienza. Di sicuro uno di quegli episodi dove la morale è spiegata con un esempio e quindi spiattellata in faccia, ma tutto viene reso in modo molto giocoso e piacevole e l’episodio è promosso a pieni voti. 9 ½ /10
    La seconda storia insegna all’umanità che quando si è incastrati da qualche parte con una mongolfiera, per farla riprendere a volare, basta fare il ballo del cervello e si è liberi! Molto buffa questa storia. Voto: 8/10
    6)Fischi da concerto/ Billy l’anatra(30 aprile 2000)
    Questo episodio è un’anomalia per la terza stagione: dura meno di 10 minuti, come gli episodi della prima stagione. Non si sa perché, fatto sta che questi 9 minuti riescono ad intrattenere pienamente e passano piuttosto velocemente. Peanut e Jelly notano che Munchy si diverte a fischiettare, e insieme ai loro amici gli propongono di fare un concerto per tutta la comunità e quindi per invogliarlo cantano una canzone molto riuscita stile musical. Ma Munchy non ne vuole sapere e PB&J imparano forse quella che è la lezione più matura e difficile della serie:non bisogna obbligare gli altri a far qualcosa contro la loro volontà. Divertente anche la fine, dove le tre lontre dicono a mamma e papà di non voler andare a dormire contro la propria volontà. Voto: 8 ½ /10
    La seconda storia racconta di Flick che si diverte a traumatizzare i suoi amici raccontando che il cugino Billy è un bullo che maltratta tutti i bambini. Ma l’apparenza inganna e si scoprirà infatti che Flick ha avuto paura di lui da piccolo solo perché suo cugino l’aveva sollevato in una maniera un po’ brusca, ma senza intenzioni cattive e quindi Flick nascondeva questa sua paura terrorizzando gli altri. Simpatica anche la sequenza dove Billy raccoglie un tappo e lo vuole dare a Peanut, che però lo crede un bullo e scappa via impaurito. Niente di eccezionale, però.
    Voto 6 ½ /10

    7)Il fango magico di Opalina/ Il sogno di Gnammy(13 maggio 2000)
    Nell’introduzione complessiva alla serie ho detto di quanto questo cartone sia ancora molto amato da gente che ormai è adolescente come me, e non per nostalgia, ma perchè queste persone l’hanno visto su YT e l’hanno trovato soddisfacente perchè è un cartone con una trama e con dei personaggi ben caratterizzati. Ora, se andate anche a vedere su Tv.com il voto medio di PB&J Otter è 7.8 e gli episodi hanno quasi tutti voti sulla media del 9 o sulla media del 7 e mezzo. Se però vi imbattete in questi due storielle vedrete che il voto è oscenamente basso, esattamente 2.5. Gli altri episodi che hanno un voto insufficiente su quel sito sono: Born to Chirp/Mega Melon e Where, oh, where is Flick?/ Win, Win Winner. Io tutti questi 3 episodi li ho visticon la mente sgombra di pregiudizi (sapevo già che avevano voti bassi). Adesso analizzerò queste due storie a detta del pubblico le peggiori della serie.
    Il primo episodio non è malvagio, ammetto che mi è pure piaciuto, anche se non da vederlo più di una/due volte. Opal deve preparare un fango di bellezza per Georgina e le sue amiche e PB&J decidono di aiutare la mamma e andare a prendere il fango per lei. Quindi i tre cantano una canzone che è una delle migliori della serie, dal ritmo molto…piratesco. Però l’episodio a suo modo è…atipico per due motivi: 1) l’idea del raccogliere il fango è un po’ “sporca”. Uno dei motivi per cui secondo me PB&J Otter è un cartone ancora apprezzato da chi ormai è grande (come me, quasi 18 anni) è perché non è presente quell’umorismo fatto di pipì e pupù e sostanze sporche e disgustose, anzi diciamo umorismo escatologico. Un ragazzo che mi piace della mia scuola aveva scritto una recensione dove diceva che “la volgarità non ha sesso” e io dico che essa non ha neanche età (restando in tema “bambini”:vedete i libri da 30 in poi di Geronimo Stilton che sono cafonate pazzesche). Però fortunatamente la cosa non viene fatta pesare in questo episodio. 2) La violenza slapstick alla fine dell’episodio (quando le amiche di Georgina si lanciano le torte di fango in faccia), strana per un cartone “coccoloso” come questo. L’episodio comunque non è male, direi è piuttosto sperimentale. Voto: 7/10
     Invece credo che la seconda storia sia la causa della media bassissima dei voti dati su Tv.Com. Il motivo è piuttosto semplice: l’avventura narrata è tutta un sogno di Munchy, che si è addormentato satollo dopo un pic-nic. A questo aggiungiamo il fatto che almeno in Italia alcune persone pensano che i bambini siano stupidi, l’episodio è stato tradotto “Il sogno di Gnammy”. Nella versione in lingua inglese della parola sogno non c’era alcuna traccia nel titolo e, anzi, si capiva chiaramente, dal momento che Munchy si addormentava e poi si svegliava alla fine dell’episodio. L’ultima premessa è che questo episodio l’ho visto solo una volta (e ammetto di non aver voglia di rivederlo) tre anni fa, quindi non me lo ricordo molto bene. All’inizio dell’episodio però Peanut e Jelly si comportano in modo abbastanza antipatico con Munchy, che dice cose assurde, ma in fondo simpatico. Quindi lui si addormenta e sogna di salvare Lago Urrà, non mi ricordo bene come, ma alla fine ce la fa. La sequenza onirica è piuttosto divertente con trovate interessanti e sembra piuttosto un cartone d’avventura stile Ducktales solo un po’ più semplificato e con meccanismi narrativi più convenzionali e con meno carne al fuoco, per il fatto che mentre Ducktales,seppure sia una serie stupenda amata anche dagli adulti, é rivolta ai bambini delle elementari (come anche Alvin and the Chipmunks, un’altra serie che piace anche ai più grandicelli), PB&J sono rivolti ai bambini delle scuole materne (ma ciò non vieta che piacciano anche a certi ragazzi degli anni ’90!). L’immagine che ho messo sopra l’ho scelta non a caso: due mammiferi sott’acqua per lungo tempo dovrebbero avere la bombola d’ossigeno, non starne senza! Ergo, è un sogno. Però la parte di avventura occupa molto poco tempo durante l’azione vera e propria e prima che il sogno finisca c’è una canzone (simpatica) però, dove lo sfortunato castoro è finalmente felice di aver fatto qualcosa di buono e canta insieme ai ragazzi e al sindaco Jeff. Ciò è segno che PB&J non è un cartone di avventura vero e proprio, ma più di intrattenimento e c’era quindi bisogno di riempire la pochezza della trama con una canzoncina. Poi, non mi ricordo bene la fine dell’episodio, ma credo che Peanut e Jelly non si atteggiassero nemmeno lì in maniera simpatica come sono soliti. Prima di finire vorrei dire che io non sono contraria a tutte le storie che sono “solo un sogno”, qualche storia carina di questo tipo c’è nel reparto fumetti e animazione, e dato che avevo citato Alvin e la famiglia dei Paperi disneyani, vorrei consigliarvi caldamente il primo episodio della 6 stagione di Alvin e dei Chipmunks (anzi, The Chipmunks/Alvin rock ‘n’ roll) chiamato Dreamlighting/Sogni ad occhi aperti: una storia in costume (e ciò giustifica il fatto che sia un sogno) dove i Chipmunks e le Chipettes sono protagonisti di un telefilm e dove c’è pure un argomento adulto (il signor Le Simon che ha avuto tantissime mogli molto avvenenti) e poi vorrei consigliarvi il fumetto Paperino nel tempo che fu, scritto da Carl Barks nel 1951: qui, Paperino e i nipotini fanno un incidente e sono costretti ad essere ricoverati in ospedale e sognano di essere capitati nella California spagnola de 1851. Vi consiglio entrambe le storie perché hanno una sceneggiatura avvincente e senza riempitivi. Questo episodio invece che ho recensito non merita affatto, o almeno la parte centrale merita un pochino, ma non illudetevi. Voto: 4 ½ /10
    8)Il capolavoro di Pepi/ Attacco di nostalgia(14 maggio 2000)
    Questi due episodi li ho in DVD, ma riesco a vederli solamente usando il lettore DVD della Tv oppure usando Windows Real Player. Non chiedete il perché non funzionino con VCR media player o altri programmi del PC, non lo so nemmeno io. Forse dovrei finalizzare il disco? Ma a che pro, dato che tutti i miei episodi sono protetti e da finalizzato il DVD si può benissimo definalizzare?
    Insomma queste che ho fatto prima di introdurre l’episodio sono chiacchiere piuttosto inutili, come inutili anche le osservazioni che fanno a Peanut i suoi amici nella prima storia di questo episodio. Peanut infatti ha costruito una barchetta con le stecche dei ghiaccioli (i Fishicles, ricordate?) e insicuro chiede continuamente un parere ai suoi amici e alla fine si sente costretto a buttare la vecchia barchetta e farne una nuova, che però non gli piace. Per fortuna Butter salva il vecchio capolavoro di Peanut e quest’ultimo impara che ascoltando solo il giudizio degli altri si dimentica di ascoltare se stessi. Piacevole storia dal ritmo medio, più che discreta. Voto: 7 ½ /10
    La seconda storia racconta di Butter, che non vedendo la mamma da un po’ di tempo, si appiccica a lei e non la vuole più lasciare, peccato che questa debba andare alla festa degli Snooties quella sera! Peanut e Jelly escogitano un po’ di trovate simpatiche tra cui quella di sostituire Opal con una mamma robot. Alla fine però faranno capire a Butter che quando la mamma se ne va, torna sempre e Jelly per far capire ciò alla sorellina, si finge la mamma, come era già capitato negli episodi Mama for a Day e Otterly alone. Carina la metafora che quando c’è la mamma il sole splende. Episodio più che discreto e ritmo medio. Voto: 7 ½ /10

    9)Halloween sul lago Urrà(15 ottobre 2000)
    Questo è l’ultimo episodio mandato in onda della serie, ma in ordine di produzione si colloca nel “cuore” della terza stagione. La storia è molto ben scritta e forse è una delle più sostanziose della serie, e il ritmo lento rispetto agli altri episodi a doppia lunghezza non è un male, poiché permette agli autori di concentrarsi sulla trama senza stiracchiature e riempitivi. In questo episodio,Peanut e Jelly convincono Pinch che non c’è niente di cui aver paura ad Halloween, e i mostri sono solo finti e per divertirsi, quindi le promettono di accompagnarla a fare dolcetto e scherzetto. Purtroppo, Ernest porta ai suoi figli un carico di dolcetti, e le tre lontre fanno indigestione e sono costrette a rimanere a casa con il mal di pancia. Pinch, vestita da Mallard Girl, allora va a fare dolcetto e scherzetto insieme ai due “Mallard Men” Flick e Munchy. I tre vivono un po’ di disavventure, come a casa degli Snooties,dove c’è una coda infinita per andare a fare dolcetto e scherzetto e dove vediamo Edward nel momento di massima cattiveria raggiunta nella serie TV: egli infatti possiede tantissime caramelle e ne offre a Flick, Munchy e Pinch solamente tre, mentre il resto (un numero così grande da essere incontabile) sono per Ootsie e Bootsie. Veramente bastardo e ciò è una ragione per far vedere l’episodio a quelle persone piene di pregiudizi che credono che in cartoni del genere i personaggi siano solamente buoni….i cattivi antipatici ci sono eccome! Intanto PB&J rimasti a casa, decidono di organizzare una festa di Halloween domestica, alla quale sono invitati quasi tutti gli abitanti di Lago Urrà. Uno degli episodi più riusciti e originali, senza momenti riempitivi e con due canzoni Halloween, Halloween e Making Fun che sono destinate a ficcarsi anche nella testa degli adulti. Straconsigliato e i personaggi secondari sono usati in un modo veramente intelligente e più autonomi che mai (di solito hanno spesso bisogno di aiuto da parte delle lontre). Voto:10/10
    10)Le avventure di zia Nanna/ Ogni cosa al suo posto(21 maggio 2000)
    Non ho mai capito bene il senso della prima storia: non voglio dire che sia brutta, diciamo che è fin troppo realistica (a parte per il fatto che i protagonisti sono animali parlanti): zia Nanner torna a Lago Urrà e dopo aver raccontato le sue avventure, decide di fermarsi a chiacchierare con sua sorella Opal e il marito Ernest. PB&J però vogliono che la zia giochi con loro, ma questa dice che adesso deve fare delle chiacchiere con gli adulti. PB&J però alla fine capiscono che la zia vuole giocare con loro, però loro tre non sono al centro dell’universo e lei sentiva il bisogno anche di parlare con i loro genitori. Storiella educativa e molto realistica, non dispiace, però neanche entusiasma. La chicca dell’episodio è la canzone I love my life: la voce della zia Nanner ricorda quella delle cantanti soul afro-americane. Voto: 6 ½ /10
    La storia successiva è l’esatto capovolgimento dell’episodio The big sweep: in quella storia, Peanut per trovare la sua biglia preferita metteva a soqquadro la sua cameretta e lanciava tutto ciò dentro la camera in cucina, creando disordine lì. In questo nuovo racconto,c’è sempre un oggetto da cercare (i giubbotti di salvataggio), ma PB&J devono mettere a posto il disastro che c’è in camera loro, aiutati dagli amici e dal papà. L’importanza dell’ordine viene spiegata in modo giocoso anche se non entusiasma davvero, tranne nella canzoncina, intitolata come l’episodio: è una canzone veramente sceneggiata bene, sembra un piccolo pezzo di un musical e anche la regia a livello di storyboard è una delle più riuscite della serie. Se siete grandi e vi piace questo cartone, ma da piccoli non avevate visto quest’episodio, vi consiglio di guardare prima altri che meritano di più, poi di vedere questo (se proprio l’avevate saltato) oppure di vedere solo la parte della canzone (verso la fine). Voto: 6 ½ /10
    11)Gare di atletica/Escursione tra le ortiche (28 maggio 2000)
    La prima storia è un episodio incentrato sullo sport: Peanut, Jelly, Munchy, Flick e gli Snooties gareggiano in due team diversi, con lo scopo di cercare di battere gli avversari. Però ad un certo punto Jelly si infortuna una gamba ed è costretta a portare il gesso e per non saltare la gara, il sindaco Jeff (l’organizzatore dei giochi) decide di abbattere le differenze tra team e far competere i ragazzi a pari livello (tre sulla carriolina e altri tre che li trascinano). Insomma, mentre mi ero lamentata del fatto che l’episodio delle soap boax acquatiche avesse avuto tutti vincitori senza un motivo giusto, qui invece ne sono felice perché si dimostra ai bambini che ogni atleta, anche con un handicap fisico, merita rispetto e che lo sport abbatte tutte le barriere. Intelligente. Voto 7 ½ /10
    Ovviamente Jelly guarisce nell’episodio successivo.
    La seconda storia è migliore ed anzi è veramente sagace e per niente infantile o sciocchina come certi episodi che si sono visti prima o si vedranno in seguito. Peanut, Jelly e papà Ernest decidono di andare a fare un’escursione nei boschi e con loro vengono Ootsie, Bootsie e loro padre Edward. L’episodio è a suo modo particolare perché fa satira. Esatto, avete sentito bene. Satira. Questa però sfugge ai bambini, ma è sotto gli occhi di chiunque abbia perso…l’ingenuità (credevate un’altra cosa, vero?). L’episodio vede una sfida tra gli Snooties, che incarnano il tipico americano medio che andando a fare una gita nel mezzo della natura pura ha bisogno di ogni tipo di comodità possibile ed immaginabile, e invece le lontre, che dispongono di strumenti più semplici, ma efficaci. La satira si fa massima quando Edward decide di scegliere la strada più corta (ma più insidiosa), mentre le lontre scelgono quella più lunga (ma più tranquilla). Sarà proprio Ernest a salvare Edward finito per sbaglio in mezzo alle ortiche e dimostrandosi più equipaggiato del suo collega di avventura, che non sa che le ortiche sono urticanti. Insomma, l’episodio più arguto della serie, si meriterebbe un 10 se non fosse che in alcuni momenti il ritmo è un po’ lento. Voto: 9 ½ /10
    12)La festa di Capitan Gazpacho/ Il fiore di Bazania (4 giugno 2000)
    Quando venerdì scorso ho rivisto questo episodio pensavo (immaginandomi la voce di una mia compagna di classe che un giorno aveva avuto un momento bambinesco quando aveva sentito nominare il Sapientino, non chiedete perché!): “Mamma, che bello questo cartone!” Infatti questo episodio è uno dei più riusciti della terza stagione. A lago Urrà, è la festa di Captain Gazpacho, colui che scoprì il lago e mandò molti coloni ad abitarci. Come se lago Urrà fosse una sorta di Nord America (ed in effetti lo è) in un universo parallelo. Inoltre sempre vedendo l’episodio venerdì scorso ho pensato che gli abitanti di Lago Urrà (tranne gli Snooties) siano una sorta di comunità Amish, dato che vivono con semplicità. Ma torniamo alla storia: per la festa di Capitan Gazpacho viene organizzata un concorso a chi organizza la migliore zuppa, e PB&J vogliono aiutare i loro genitori a vincerlo, quindi Opal li manda a chiedere qualche verdura nell’orto del sindaco Jeff,ma la trama prende tutta un’altra piega: il sindaco andrà a ritirare insieme ai ragazzi una statua che ha chiesto di fare a un suo amico falegname piuttosto distratto come lui e che vive da un'altra parte. C’è un divertente errore di comunicazione tra i due: Jeff dice che le statuine dovevano essere alte un piede ed essere abbastanza (plenty), mentre il suo amico Chuck la marmotta (pensavo fosse un castoro) ha capito twenty inteso come venti piedi e ha fatto una statua altissima. Tocca alle quattro lontre e alla marmotta portare la statua a lago Urrà,e, ce la fanno ovviamente, ma non svelo nulla. Alla fine dell’episodio la statua sarà innalzata come simbolo di Lago Urrà per dare il benvenuto a tutti i visitatori, e questa statua riapparirà nel capolavoro della serie Hope Castle. Curiosità: all’inizio dell’episodio, mentre PB&J giocano a far navigare le barchette in una tinozza, Jelly è colorata per sbaglio in azzurro. Voto: 9 ½ /10
    La seconda storia è un’altra delle più belle di questa terza stagione: la famiglia delle lontre sta facendo un mercatino dell’usato, ma non riesce a vendere niente. Nel frattempo, arriva Georgina Snootie che chiede per la festa un cappello con un fiore originale e particolare. Quindi la barboncina se ne va e mamma Opal mostra ai suoi pargoli un rarissimo fiore di Bazania portatole da sua sorella Nanner durante uno dei suoi numerosi viaggi, ed è l’unico fiore di quel tipo che si trova a lago Urrà. Questo fiore è molto delicato e non deve vedere assolutamente la luce diretta del sole. Ma le cose si complicano quando arrivano Ootsie e Bootsie e comprano praticamente tutto dalle lontre, anche il fiore, che purtroppo viene messo involontariamente alla luce del sole e appassisce. Ma le lontre trovano una soluzione creativa al problema e tutto si conclude al meglio. Questo episodio è uno dei più ricchi di trovate in assoluto e anche l’umorismo è geniale (come quando Georgina urla vedendo il cappello o Ootsie e Bootsie che nonostante abbiano comprato troppo e sono stanchi di comprare, comprano ancora). Non c’è un solo minuto di noia né nessuna canzoncina che insegna morali per riempire il tempo rimasto. L’episodio scorre via con un ritmo medio-veloce e anche il titolo ha un sapore misterioso per chi non ha mai visto la storia. Promosso a pieni voti. Voto: 10/10
    13)L’onesto sergente roccia/ Non disturbate papà (11 giugno 2000)
    Niente di che il primo episodio, anche se scorre via veloce. Peanut deve riportare un libro in biblioteca, ma l’ha perso da qualche parte e deve ritrovarlo perché l’ordine sta per scadere. Proprio una storiella banale, si salva solo la canzone iniziale “I love a good book” che sembra un riempitivo alla pochezza della storia. Una cosa che mi ha colpito è che Peanut sfoglia il libro da destra verso sinistra…che l’episodio sia stato animato in Asia? Comunque sufficiente la storia, almeno perché va via veloce. Voto: 6/10
    Qui scopriamo invece perché Walter Raccoon (il padre di Pinch e Scotch) dorme di giorno: ovvio, lavora di notte! In questa storiella infantile e sciocchina, ma comunque gradevole, i ragazzi di Lago Urrà vogliono aiutare Walter a riposare bene e alla fine gli cantano una ninnananna. Molto interessante l’inizio dell’episodio con la sola famiglia degli orsetti lavatori e anche la chiusa notturna dell’episodio dove Walter è sveglissimo e i ragazzi ronfano alla grossa. Una storiella proprio tenera. Voto: 8 ½ /10

    FINE PARTE 3A
    Queste recensioni sono fatte solamente per mio divertimento e per scopo divulgativo. Non ho nessun legame con la Disney e i suoi affiliati.