lunedì 19 dicembre 2011

PB&J Otter recensione stagione 3 parte B (ultimi 13 episodi)

 AVVISO: recentemente molti episodi della terza stagione sono stati tolti dall'utente di YT JellyOtter che li aveva caricati. Mi scuso per l'inconveniente, ma forse questa persona che li possiede ha  problemi con il copyright.
Con queste recensioni vorrei riportare alla luce uno dei migliori cartoni animati prodotti dalla Disney. Prima di continuare vorrei mettere delle regole molto importanti (i commenti si possono fare in un post a parte, non in questo)

 
Regole:
1)      Per favore niente commenti immotivati (né positivi né negativi) e per immotivati intendo ironici e sfottori. Non mi importa se c’è gente a cui questo cartone non piace, quello che invece mi importa davvero è che il mio lavoro venga rispettato in quanto tale. Se a qualcuno non piace quello che faccio, può anche non guardarlo e non commentare, così si dimostra una persona matura. Io sono una persona che cerca di andare d’accordo con tutti, quindi mostrate rispetto per il mio lavoro e vi mostrerò rispetto per il vostro. Non voglio prendere in antipatia nessuno.
2)    Le correzioni grammaticali sono bene accette
3)    Niente parolacce
4)    Solo perché recensisco un cartone degli anni ’90 per bambini non significa che io non ami cartoni più maturi. Io non giudico le cose per età, ma per qualità.
 14) All'erta sentinella!/Il torneo di calcio (18 giugno 2000)
La prima storia è imperdibile perchè finalmente abbiamo un episodio incentrato sulle gru Connie e Captain.
L’albero in cui stava la loro casa è caduto, e marito e moglie vengono ospitati a casa delle lontre, e abbiamo alcuni momenti buffissimi, come Captain che vede pericoli casalinghi dappertutto, oppure la rilassante ninnananna A watchbird is watching cantata da Connie e Captain. Anche la fine dell’episodio stile “cartone di Paperino” è simpatica. Insomma, ci troviamo di fronte a uno degli episodi più curiosi e comici sfornati dalla serie e la potenzialità delle due gru viene espressa al massimo. La debolezza di quest’ultima stagione del cartone è di avere alcuni episodi con protagonisti gli amichetti di PB&J, questo episodio è un eccezione alla regola: la trama è frizzante e originale e PB&J sono utili alla trama. Voto: 10/10 
 
Nella seconda storia Peanut, Jelly e Flick devono fare un torneo di calcio contro gli Snooties e il loro robot. Flick inoltre ha con sé il suo berretto preferito, ma dato che l’episodio me lo ricordo poco perché non lo vedo da quasi 2 anni, vi farò notare la cosa che mi ha colpito di più: gli Snooties vengono sconfitti e il loro robot si secca di loro e decide di far parte della squadra di Peanut, Jelly e Flick. Interessante e con certi elementi per niente prevedibili. Voto: 9 ½ /10
 
15)Una festa a sorpresa/ La raccolta delle more(25 giugno 2000)
Questi due episodi hanno come tema portante “l’amicizia”.
 
La prima storia è una versione migliorata del pessimo “Chez Otter”. Qui, gli Snooties si trovano senza soldi improvvisamente, e sono nei guai perché devono fare una festa per far buona impressione sul loro manager, il signor Bigdog, un bulldog dall’aria texana qui alla sua prima apparizione (la sua seconda- e ultima- sarà nel VERO episodio finale)nella serie. Quindi gli altri abitanti di Lago Urrà decidono di aiutarli e cucinano per loro. Storia prevedibile, ma raccontata in modo divertente e senza riempitivi inutili. Molto buono. Voto: 8 ½ /10




Gli Snooties e le lontre si danno agli affari facendo dei tortini ripieni di babbleberries (apparsi per la prima volta nella storia 1B, che a quei tempi non avevo visto, ma l’ho vista solo recentemente). Ma a Lago Urrà nessuno li compra, e quindi vanno a venderli in una località vicina, e così, riescono a farsi nuovi amici. Il tema della condivisione verrà ripreso nell’ episodio seguente Collector’s edition e nell'episodio Easy as Pie. A proposito di riprese, qui viene ricantata la canzone Pickin Babbleberries (dall’episodio 1B) e la canzone Sharing Babbleberries, che riprende le melodie del primo, ma ha un testo diverso. Storia semplice, ma efficace e divertente. Le idee stanno un po’ iniziando a scarseggiare, ma se raccontate bene come qui, non si nota molto. Gradevole comunque. Voto: 8 ½ /10


16)Collector’s edition/ Trading places (2 luglio 2000)
 
Ecco un mistero: sono mai andati in onda questi episodi in Italia? Pare di no, e ne sono sicura al 100% perché l’altro episodio che non possiedo in DVD di questa stagione (ovvero The Funky Band/The Singin Kid) appariva nelle pubblicità italiane del cartone animato, questi due invece vengono completamente dimenticati e saltati come se non esistessero, quindi da Easy Pickings si passa a Munchy’s no big deal. Non che questi due episodi “misteriosi” siano ottimi, però comunque valgono la pena di essere visti e infatti io ne ho approfittato di YT e li ho visti per la prima volta a 17 anni, questa primavera.
La prima storia introduce il tema nerdoso del collezionismo: i ragazzini di Lago Urrà amano collezionare varie cose, e Flick desidera a tutti i costi il numero 1 di Mallard Man, numero raro e posseduto solo dal signor Edward Snootie,il quale non solo ha messo il numero dentro una busta di plastica ultra serrata, ma non l’ha mai neanche letto! Insomma una bella presa in giro dei nerd, per il resto l’episodio è molto buono, ma non è un capolavoro. Simpatica la chiusa finale con Opal che ama collezionare abbracci. Voto: 8 ½ 
 
La seconda storia poteva benissimo essere un episodio di 22 minuti, dato che il potenziale ce l’aveva e molto più del successivo Thanks for the giggle melon. L’idea di base è interessante: gli Snobbini vanno in vacanza in un hotel di lusso (Poodletopia) e affidano la loro casa alle lontre. Però entrambi i gruppi avranno i loro problemi: i barboncini troveranno l’albergo pieno e saranno costretti ad accamparsi, mentre le lontre si troveranno a disagio con le troppe e insulse comodità della casa degli Snobbini. Fortissima la sequenza in cui si scopre che i barboncini a casa loro hanno una cucina diversa per ogni giorno della settimana! Idea geniale. Il ritmo dell’episodio si rallenta dopo che le lontre si stabiliscono a casa dei barboncini, e ciò fa sperare bene, tuttavia verso la fine l’episodio assume un ritmo piuttosto veloce e si conclude in maniera frettolosa. Ed è un peccato, a mio avviso, perché la storia è molto divertente e presenta una canzone molto nostalgica e interessante I wish I was home in my own bed tonight , cantata dai “poveri” Ootsie e Bootsie accampati e da Peanut e Jelly nella camera ultratecnologica dei due gemelli. C’è anche una canzone simpatica cantata dai due barboncini-robot. Se fossi stata la scrittrice di questo episodio l’avrei fatto di lunghezza doppia e avrei aggiunto qualche ostacolo narrativo: ad esempio avrei immaginato che gli Snooties facessero un giro per trovare altri alberghi o la loro auto perdesse carburante in mezzo al bosco, lontana molti chilometri da Lago Urrà. Insomma, un episodio molto buono, ma poteva essere con qualche accorgimento in più un capolavoro. Voto: 8 ½ /10
 
17)Gnammy parla nel sonno!/ Un amico di nome Glu Glu(9 luglio 2000)
 La prima storia racconta di Munchy, sorpreso dai suoi amici a parlare nel sonno durante un pigiama party. Lui, quindi si vergogna di ciò e cerca di evitare ogni nuovo appuntamento dei suoi amichetti. Alla fine però saranno loro a fargli capire che sbagliare è normale e bisogna saper ridere di se stessi. Molto buono come episodio, procede con un ritmo medio e in maniera fresca e simpatica, anche se lo spunto non è dei migliori. Da notare che in questo episodio Peanut e Jelly sono per la prima volta senza Baby Butter. Voto: 8 ½ /10
Quando ho rivisto la seconda storia,mi ha strappato veramente il cuore. Munchy vuole tanto un animale domestico, e chiede alle lontre come abbiano fatto ad ottenere Bubbles. Quindi si apre un flashback, dove le lontre raccontano che per far pratica avevano una sveglia come animale domestico e ogni volta che questa faceva DRIN, loro la mettevano a dormire o le davano da mangiare. Idea molto sciocchina, ma al contempo una delle più geniali della serie. Veniamo però al sodo, alla parte strappacuore: mi sono intenerita moltissimo quando Bubbles era nella boccia rotonda al negozio di papà e anche quando mandava cuoricini d’acqua alle tre lontre e mi ha fatto indignare non poco vedere gli Snooties (i primi proprietari di Bubbles)fregarsene del pesciolino e chiamarlo semplicemente pesce,come se fosse un giocattolo. Divertente anche la chiusa finale: PB&J dopo aver imprestato Tic Toc (la loro sveglia ex animale domestico) a Munchy, questo dopo aver fatto abbastanza pratica cosa ottiene....un’altra sveglia come animale domestico! Questa è la storia breve più toccante della serie e riesce ad esserlo senza essere melensa. Voto: 8 ½ /10
 
18)Il vecchio zio Orazio/ Lezioni di cucina(16 luglio 2000)
 La prima storia è piuttosto casalinga e racconta di PB&J alle prese con il loro ospite, un orso burbero chiamato Otto il Tornado. Questi, doveva essere ospite del sindaco Jeff, che però non può ospitarlo perché ha la casa piena di…lavandini!!! Nonostante Otto sembri spaventoso, in realtà è un buon vecchio amico per le tre lontre, insegna loro dei trucchi di calcio, infatti loro faranno di tutto per trascorrere con lui anche l’ultimo giorno della sua permanenza. Si scoprirà che Otto è un mitico ex-giocatore di calcio, molto famoso ai suoi tempi. Mi è piaciuta molto la scena alla fine dell’episodio dove PB&J vanno con i loro amichetti e con Otto a vedere l’incontro di calcio e ad accompagnarli c’è una simpatica agnellina chiamata Lia… è divertente vedere Flick svenire alla vista del suo idolo. Notevole anche il tormentone del GRRR. Voto: 10/10
La seconda storia è una nuova versione dell'episodio “All Popped Out”(Un lago di Pop Corn), l'unica cosa diversa è l'inizio, dove Munchy rompe la sua barchetta e il sindaco Jeff gli insegna ad avere cura delle sue cose. Per il resto, l'episodio racconta di PB&J che vogliono aiutare la mamma a preparare una ricetta per gli Snooties, ma siccome non ascoltano la mamma, finiscono per sbagliare le dosi e inondano la casa con l'impasto, che finiscono per darlo ai loro amici. L'episodio sarebbe da otto perchè è sceneggiato piuttosto bene, ma la mancanza di creatività da parte degli autori che si sono soltanto limitati a riciclare una storia precedente fa abbassare il voto a 6 e mezzo.
Ecco comunque qui un video (scemo) dedicato all'episodio:
19)La fragola allegra (23 luglio 2000)
 
Questa è la storia lunga più debole. Innanzitutto è da notare che l’episodio si estende in un arco di tempo molto ampio (dall’inverno all’estate), quindi dentro a questa storia si possono collocare avventure già avvenute in precedenti puntate.
L’episodio inizia in pieno inverno, quando Jelly riceve da sua zia Nanner un frutto esotico molto particolare, capace di far ridere le persone, e Jelly è determinata a farlo crescere anche a Lago Urrà. Ci riesce, e alla fine dell’episodio (in estate) tutti banchetteranno con il delizioso frutto. L’episodio, tuttavia, pur essendo più che sufficiente, a lungo andare risulta poco creativo e piuttosto ripetitivo, sembra una storia da 11 minuti sbrodolata senza motivo alcuno. La parte più interessante dell’episodio sono le canzoni: We’ll laugh together for a while è la canzone di Jelly ed è una sequenza onirica. Gotta make the giggle melon grow invece è la canzone che i ragazzini cantano innaffiando la piantina e ammonendo un bruco di non avvicinarsi al melone. Entrambe le canzoni sono gradevoli e spezzano la ripetitività di questo episodio. Voto: 6 ½ /10

20)Il castello di sabbia (30 luglio 2000)
 
La Disney ha prodotto molti capolavori di animazione, molti dei quali sono musical: di sicuro avrete visto il Re Leone, In viaggio con Pippo, Oliver & Company e Gli Aristogatti. Ciò ha ispirato altre case produttrici, e sono stati prodotti musical come Anastasia (visto quand’ero piccola), The Chipmunk Adventure (rivisto a novembre e amato più della prima volta)e Cats don’t dance, inedito in Italia, ma che sono curiosissima di vedere.  Ammetto che quando avevo 13-15 anni ero una fan di High School Musical, che non era affatto male come saga di film, certo ha dei difetti, ma era tutto sommato discreta e non un capolavoro (secondo me Disney Channel è stato rovinato da Hannah Montana e da Cory alla casa bianca, HSM in fondo era un prodotto ok –come anche Twilight, del resto- solo che gli stupidissimi gadget e certe fan arrapate l’hanno fatto sembrare come se fosse chissà quale schifezza, quando in realtà era solo una fiaba moderna per ragazzini di 8-14 anni).Poi, ho apprezzato anche musical più seri –e questa volta capolavori- come Jesus Christ Superstar (anche se sono agnostica), The Blues Brothers, Cats e vorrei riuscire a vedere tutto Grease. E come ricordare i genialissimi “Promessi Sposi in 10 minuti?”Lasciando perdere i film Live Action, e tornando a parlare di animazione, recensirò questo episodio, a mio avviso il  migliore di questa serie TV e uno dei migliori che la Disney abbia complessivamente mai prodotto.
Prima però… la mia regola numero 1: io sono una persona che ama qualcosa perché è fatta bene, e non per limiti di età. A me può piacere molto qualsiasi prodotto sia esso fatto per i bambini, che per i ragazzi, gli adulti o tutta la famiglia, basta che sia fatto bene. Ragionare per “limiti di età” a mio avviso è sbagliato e controproducente. Recensisco PB&J Otter non perché sono una persona con la sindrome di Peter Pan, sono soltanto una ragazza appassionata di cartoons e comics (detto in inglese perché i prodotti giapponesi –a parte i videogiochi di Pokémon e Super Mario- non mi interessano, ma rispetto i loro fan) e PB&J è l’unico cartone per “bimbi” che amo davvero (sì, ci sono anche Rolie Polie Olie e Bear nella casa blu, ma questi sono solo carini). Ammetto di essere particolare nel senso che trovo più attraente una vetrina di una fumetteria o di un negozio di DVD/videogiochi piuttosto che una vetrina di un negozio di moda, dall’altra parte ammetto che non sento nessun bisogno di ostentare la mia passione per le nerdate tra i miei coetanei, al massimo lo faccio con qualche adulto (soprattutto con mio padre). 
Regola numero 2: Se c’è qualcuno a cui dà tanto fastidio il fatto che a me piaccia questo cartone nonostante sia quasi maggiorenne, a questo qualcuno io rispondo: allora, mettiamo che amare questo cartone sia un “problema”. Non è un problema tuo, ma mio. Se a quel qualcuno non interessano PB&J, secondo me se è una persona davvero grande penserà giustamente de gustibus non est disputandum, potrà anche odiare codesto cartone più di ogni altra cosa al mondo, ma almeno si dimostrerà maturo a rispettare gli altri. Se invece c’è qualcuno che si basa sui pregiudizi o PEGGIO qualcuno che ha pregiudizi su questo cartone ma al contempo ha 20 e passa anni ed è un fan di Winnie The Pooh o dei My Little Pony(mi piace molto questo cartone, ma i fan maschi di 14 anni e passa dovrebbero darsi una calmata a disegnare tutto sotto forma di pony), dovrebbe pensarci bene prima di andare a sfottere qualcun altro che fa un lavoro di catalogazione serio . Scusate, ma questa cosa è capitata su un certo forum di gente che aveva 20 anni e passa e vedeva Winnie The Pooh (non che mi faccia schifo questo cartone, è abbastanza bello, ma lo trovo sopravvalutato) e soprattutto io avevo scritto chiaro e tondo nell’introduzione alla guida perché faccio questo lavoro, perciò ho capito che tirava cattiva aria e che queste persone, a mio avviso senza una vita sociale, dato che stanno al PC alle 3 passate di notte e non capiscono certi codici comunicativi, non meritavano la mia stima (mica devo dividere un appartamento universitario con loro!), ho rimosso le recensioni da quel forum.
Okay, parlo troppo. Ultima cosa: io questo episodio(Hope Castle) l’ho visto per la prima volta nel periodo più felice della mia vita (15 anni, in 5^ginnasio), periodo stupendo pieno di avventure e amici, e mi aveva talmente incantato tanto che l’avrò rivisto 5/6 volte dal mio DVD. Non mi capitava da tempo immemore con un cartone.
 
Hope Castle (Il castello di sabbia) è la miglior storia, ed è anche stata nominata per un Annie Award nell’autunno del 2000 per i testi delle canzoni scritti da Fred Newman,un produttore televisivo della PBS. Questo episodio è basato su una fiaba cortissima:”Due bambini stanno facendo un castello di sabbia in riva al mare, all’improvviso arriva un’onda che lo distrugge. Ma i bambini, dopo lo scoraggiamento iniziale, capiscono che ci sono i sorrisi e la speranza a dar loro forza”. La genialità degli autori è stata quella di trasformare una storiella così breve in un racconto quasi avventuroso.  Questo musical in miniatura inizia quando i ragazzi di Lago Urrà (PB&J, Flick, Munchy, Pinch, Scotch, Ootsie e Bootsie) vengono accompagnati dal sindaco Jeff a vedere un monumento importante della loro comunità. Quindi i ragazzini decidono di fare anche loro qualcosa che possa durare nel tempo e scelgono tutti (tranne Ootsie e Bootsie, che si stanno facendo scolpire le loro facce sul Monte Snootiemore) di creare un mitico castello di sabbia. L’episodio è ricco di canzoni, tutte stile musical e molto piacevoli da ascoltare e divertenti. Make it last è la canzone in cui i ragazzi fantasticano di qualcosa fatta da loro che possa durare per l’eternità, e addirittura essere più forte della natura stessa. Try Again è un po’ un doppione della canzone Practice Makes Perfect (apparsa nell’episodio omonimo e in The Ice Moose), ma a mio avviso è molto più accattivante. È la canzone che Peanut e Jelly cantano a Munchy che non riesce a fare bene una torretta del castello. All together we can build it è un’allegra filastrocca cantata dai ragazzini (tranne Ootsie e Bootsie), mi fa davvero ridere il momento in cui Flick prende la paletta e la fa girare come se fosse uno “spaccone”, contrastando quindi con il tono “sciocchino” della canzone. Finito il castello, iniziano i guai…sta per arrivare un temporale! I primi 11 minuti dell’episodio hanno un ritmo abbastanza veloce, ma l’inizio del secondo tempo rallenta giustamente il ritmo per creare una sorta di anti-climax. Le lontre e Munchy vanno a casa, ma dopo poco decidono di tornare fuori per salvare il loro castello prima che sia troppo tardi. C’è quindi la canzone Hope Will Carry Us Through che rappresenta un’anomalia perché è l’unica canzone del cartone ad essere cantata da una voce esterna e non da un personaggio. La cantante è la bravissima (anche se poco conosciuta, almeno qui in Italia) Carmen Carter e questa è davvero una canzone che potrebbe anche essere presa a se stante, ed è veramente una canzone per tutte le età, come del resto moltissime altre canzoni inserite in film disneyani. Munchy e PB&J si vedono però costretti a tornare a casa, e sono tristi perché sanno che il loro castello ormai è andato via per sempre. Ma Opal insegna loro una lezione davvero bellissima e trasversale a tutte le età: non bisogna mostrare troppo attaccamento alle cose materiali e, quando succede qualcosa di brutto, chiunque diventa più forte. I quattro ritornano fuori e incontrano i loro amici e gli Snooties, e scoprono che il loro castello non esiste più, distrutto completamente! Però è davvero gratificante vedere che anche gli Snooties vengano puniti e le loro facce scolpite sul Monte Snootiemore vengano distrutte e al loro posto appare magicamente la faccia di Baby Butter, il che è volutamente demenzialmente divertente ed assurdo. L’ultima canzone Nothing lasts forever è veramente commovente, anche per una persona cresciuta, ed è la canzone più triste in assoluto del cartone: i ragazzi sono tristi perché tutto il lavoro che hanno fatto…è stato inutile. (Ciò mi ricorda un passo di Orfeo ed Euridice di Virgilio che avevo visto in 5^ginnasio dove c’era l’ablativo assoluto Effuso labore). Alla fine però i ragazzini capiscono che fare un castello di sabbia per loro è solo un modo per divertirsi, e ne costruiscono uno nuovo, con la speranza che sia migliore del precedente. Insomma questo episodio è veramente una delle vette più assolute toccate dalle serie TV disneyane e lo consiglio caldamente a chiunque ami l’animazione ed abbia una mente veramente aperta perché merita e non ha nulla di infantile in sé, non so sinceramente come abbiano fatto i creatori di PB&J Otter a creare un episodio così profondo, nonostante le animazioni siano discrete come nella maggior parte della serie (anzi, devo dire che in quanto a qualità, la terza stagione ha la qualità di animazione più bassa in assoluto) e non si siano certo affidati a Glen Keane per animarlo (il mio sogno proibito sarebbe che questo episodio venisse fatto in una seconda versione con le sue animazioni da sbavo), ma sta di fatto che ci sono riusciti alla grande. A mio avviso è un peccato perderlo, però mi viene anche tristezza perché questo episodio è veramente un punto di non ritorno: gli episodi restanti saranno o belli (ma non capolavori) o ripetitivi o peggio noiosi e scontati, anche se però saranno pochi, poi dopo qualche anno di serie per bambini gradevoli come Il Libro di Pooh (che non va in onda da 5 anni, credo) o Stanley, si sprofonderà nello sterco più totale con Higglytown Heroes (presto parlerò di quanto sia effettivamente diseducativa questa serie), La casa di Topolino (da denuncia), o con serie commerciali senza infamia né lode come quella dei Little Einsteins o quella di Tigro e Pooh, l’unico cartone decente (né brutto né bello, da 6/10, direi) sarà solamente Manny Tuttofare. E’ un vero peccato che questo episodio l’abbiano trasmesso ad un orario improbabile, in mezzo a tante schifezze, è stato come trovare un lingotto d’oro nella melma, ma almeno l’ho trovato e sono stata felice. In conclusione, questo episodio da 20 minuti spacca i culi a tutte le serie animate imbecilli(sia per bambini, che per ragazzi e adulti) che verranno in seguito ed è un gioiellino che dovevano mettere in DVD insieme ad altri episodi TOP di altre serie Disney. I voti in decimi servono a poco qui, semplicemente è IMPERDIBILE. Voto: 10++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++(infiniti più) e lode.
P.S: finisco qui la mia logorrea, con un consiglio. Se vi è piaciuto questo episodio, allora vi consiglio di vedere anche l’episodio di Phineas e Ferb “Dude we’re gettin the band back together/Ragazzi rimettiamo insieme la band” che merita moltissimo anche quello ed è piaciuto pure a mio fratello che di solito detesta le canzoni di Phineas e Ferb.
 
21)Dov’è andato Birillo?/L’importante è divertirsi (6 agosto 2000)
La prima volta che avevo visto questi episodi li avevo presi in antipatia, poi li ho rivisti recentemente e…mi sono piaciuti.
Nella prima storia Flick trascorre una notte insonne a leggere i fumetti e la mattina dopo vuole andare a trovare Peanut, ma quando arriva a casa sua, crolla di sonno. Intanto Shirley, la madre di Flick, cerca suo figlio. L’episodio pur avendo una delle trame più scontate in assoluto, riesce comunque ad intrattenere, ci sono alcuni scene un po’ telefonate, come quando le lontre e Shirley vedono la crostata mangiata in cucina e capiscono che è passato Flick di lì. La parte più interessante e creativa dell’episodio consiste nelle sequenze oniriche dove Flick immagina di incontrare il suo eroe Mallardman, e di salvarlo quando è rimasto incastrato dentro una crostata. La canzone finale è allegra, anche se sembra un po’ un riempitivo. Discreto. Voto: 7/10
 
La seconda storia racconta di Peanut, Jelly e Flick che giocano a calcio, ma perdono sempre (stile squadra da baseball di Charlie Brown). Con loro, c’è Munchy, che fa il cronista. Flick allora si stufa e decide di mollare ed andare nella squadra dei lupacchiotti Wolverines. Questi Wolverines sono dei veri fanatici del calcio e maltrattano Flick facendogli fare allenamenti estenuanti e comportandosi da bulli. Per la prima volta nella serie abbiamo dei veri cattivi, e non solo degli snob antipatici come gli Snooties. Il tema trattato è intelligente e credo che anche i grandi possano imparare da esso: lo sport deve essere solo divertimento e non deve sconfinare nel fanatismo. I fanatici sono persone piuttosto pericolose, che non vedono il fatto che certe cose siano divertimento e basta. Chiaro, l’importante è divertirsi, ed è questa la morale che emerge alla fine, senza alcuna forzatura (i ragazzi hanno capito che è impossibile sconfiggere i Wolverines e se giocano contro di loro, sanno di perdere ma almeno si divertono). Forse un po’ atipico come episodio (per la presenza di veri cattivi), ma con una morale molto matura nascosta in una storia per bambini. Curiosità: in questo episodio Butter appare solo in un’idea trovata dopo aver fatto il ballo del cervello. Sorprendentemente molto buono. Voto: 8 ½ /10

22) La crostata è tutta mia/Amiche del cuore (20 agosto 2000)
 Non so se abbiate visto Dal Re Leone:Timon e Pumbaa, comunque sia avevo visto due episodi di quella serie in cui Timon e Pumbaa non apparivano per niente perché la trama si concentrava su personaggi secondari (uno era su Zazu e un altro su Rafiki), e cosa dire di Ducktales (l’altra mia serie Disney preferita oltre a PB&J Otter) dove in tre episodi non appariva il suo protagonista Zio Paperone (io ne ho beccato solo uno di questi, Sir Archimede Pitagorico)? Perché vi faccio queste premesse? Perché la prima storia è sì una storia bella e divertente, ma secondo me è un episodio in cui Peanut, Butter e Jelly sono piuttosto inutili e potevano evitare di starci. Sinceramente non so perché li abbiano messi: forse era per non creare straniamento ai piccoli spettatori (ma a che pro, poi? Forse lo straniamento lo potrebbe avere qualcuno che guarda per la prima volta in assoluto la serie, ma non uno spettatore affezionato), forse per far da tramite a Flick per fargli imparare la lezione, e in questo caso i bambini che guardano il cartone si sarebbero identificati nelle tre lontre come portatrici di un messaggio positivo (io a dire il vero penso che i bambini siano come gli adulti, alcuni sono buoni, altri cattivi, altri ambigui), ma nell’episodio c’era già il sindaco Jeff ad aiutare Flick. Comunque la lezione in questo episodio è stata usata in molti episodi precedenti: condividere è bello. Quando parlavo di ripetitività nella terza stagione, intendevo proprio episodi come questo. La storia però è divertente e vede Flick e gli Snooties comportarsi in modo pessimo per buona parte dell’episodio. Flick non vuole cedere a nessuno la sua crostata, mentre gli Snooties non vogliono fare una festa e ad inizio episodio Ootsie e Bootsie sono così bastardi da obbligare Flick a scaricare i pacchetti presenti sulla loro nave. Alla fine sia Flick che i barboncini imparano la lezione. La storia è avvincente e scritta bene, nonostante le morali inizino a scarseggiare e qui si nota bene. Voto: 8 ½ /10
 
Ecco una storia pensata per le bambine e per un piccolo elemento potrebbe interessare i nerd: in questa seconda parte della puntata, si racconta l’amicizia tra Jelly e l’orsetto lavatore Pinch, amicizia che però rischia di essere turbata dal fatto che Walter, il papà di Pinch, verrà trasferito a lavorare in un'altra zona, e quindi di sicuro tutta la famiglia verrà con lui e andrà via da lago Urrà per sempre. Quindi i ragazzi pensano ad organizzare una festa per Pinch, ma falso allarme: lei non se ne va via, suo papà andrà a lavorare nell’altro lago di notte. Ora, la trama dell’episodio ricorda quella del primissimo episodio in assoluto (anche se questo era certamente migliore). Però, la trama è facilmente intuibile a chiunque abbia visto con attenzione l’episodio Sleepyhead oppure a chi ha già visto l’episodio finale, dove anche Pinch appare. Se siete stati attenti, vi sarete accorti che non ho detto il nome del lago. Quindi vi porrò una domanda da 10 milioni di dollari paperopolesi (che non ho): cosa c’entra PB&J Otter con Alvin and the Chipmunks? (E per questi ultimi intendo la divertente serie degli anni ’80, non quel obbrobrio che hanno combinato alla FOX nel 2009) Niente. I due cartoni non hanno nulla in comune. Volendo si potrebbe trovare come terreno comune il fatto che sono entrambi cartoni americani (il che comunque è generalizzare, e ciò è sbagliato) o meglio che entrambi i cartoni andavano in onda il sabato mattina (ma con questo PB&J Otter potrebbe anche essere paragonato alle Tartarughe Ninja, ai Transformers, e via discorrendo). Notare che tutti gli altri cartoni che ho citato sono degli anni ’80, epoca in cui il pubblico medio di PB&J manco era nato (anche se su internet ho trovato qualche appassionato di animazione che lo guardava da pre-adolescente, e ciò mi fa felice). Comunque non si sa perché l’abbiano fatto, ma fa molto piacere trovare in questo episodio un omaggio-citazione ad Alvin e co. Il lago in cui andrà a lavorare il papà di Pinch si chiama infatti..lago Wallawallabingbang. Chiunque conosca un po’ il famosissimo gruppo fittizio, sa che nacque nel 1958 con la canzone Witch Doctor dove per la prima volta si sentivano delle vocine buffe alzate di qualche ottava cantare: Dim dam Walla walla bing bang. Erano i Chipmunk, che sarebbero nati ufficialmente con The Chipmunks song (Christmas don’t be late). Il resto è storia e dato che non era dei Chipmunks che si stava parlando, ma di un cartone disneyano, volevo informarmi che l’altro cartone che cita Alvin fatto dalla casa del grande topo è Cip e Ciop:Agenti Speciali (non l’ho mai guardato, a dire la verità non credo che mi interessi più di tanto), dove Cip viene chiamato per sbaglio Alvin.
Sempre ancora a proposito di voci chipmunkate (questa volta in stile Cip e Ciop, ovvero non alzate di un ottava, ma con velocità doppia) nel dicembre 2008 su YT apparsero per la prima volta degli episodi di PB&J Otter a velocità doppia (quindi duravano 5 minuti anziché 11) perché chi li ha messi (e a cui ho anche parlato di persona) aveva chiesto alla Disney il permesso (poteva evitare di farlo, dato che è roba rara) e quindi questi gli avevano detto che per non infrangere il copyright doveva metterli a velocità doppia. Per fortuna uno di questi si salvò da questa piaga: l’episodio You can’t come in, che a quei tempi non avevo ancora registrato (e fu l’ultimo episodio che registrai) e quindi lo vidi (anche se la qualità era piuttosto bassa). Logorrea mia a parte, questo episodio su Pinch e Jelly a parte la citazione nerdosa è solamente un riempitivo e aggiunge poco o nulla. Gradevole, ma niente più. Voto: 6 ½ /10

23) Pepi è geloso/Zia Nanna si sposa (25 agosto 2000)
Il 25 agosto del 2000 muore alla veneranda età di 99 anni uno dei più grandi fumettisti di tutti i tempi, Carl Barks, malato da tempo di leucemia.
Ci tenevo a ricordarlo per il fatto che è uno dei miei cartoonists preferiti insieme a Jim Jinkins (ovviamente), Glen Keane, Floyd Gottfredson, Quino, Matt Groening, Dan Powenmire e Swampy.
 
Queste due storie in realtà sono un episodio completo diviso in due parti. La prima parte, sembra essere più improntata ai maschietti, dato che racconta di Peanut che si sente geloso perché sua zia Nanna non lo bada e preferisce il suo amato playboy Rodolfo. Alla fine Peanut capisce che non è così e la zia gli vuole comunque bene e tutti gli adulti si mettono a giocare con lui (è una cosa piuttosto sciocchina, lo so) a fingersi i supereroi del programma Bucky il castoro spaziale- il supereroe preferito di Peanut, citato anche in altri episodi- . L’episodio si conclude con una climax in cui Rodolfo chiede a Nanner di sposarlo. Molto buona questa prima parte e la canzone presente è una delle più incalzanti di tutta la serie. La seconda parte racconta di PB&J che vogliono rendere perfetto il matrimonio della loro amata zia, e decidono alla fine di cantarle una canzoncina. Questa parte mi pare più orientata alle bambine, dato il romanticismo presente. Io l’ho apprezzata pure molto anche se ammetto che in alcuni punti fa un po’ cariare i denti, ma il pubblico principale del cartone sono i bambini di 3-8 anni, non gli appassionati dell’animazione (anche se sono nati negli anni ’90!) Entrambe le storie sono complessivamente da 8 e ½ e questo è l’ultimo episodio con due storie da 11 minuti che merita davvero.


24) Gnammy diventa grande/Il mostro del lago Urrà (25 agosto 2000)
Questo episodio da due storie rappresenta un’anomalia assoluta nella serie: infatti è l’unico prodotto usando un sistema di Digital Ink-and-Paint Animation. Tutti gli altri episodi usando il tradizionale metodo di animazione dipinta mano.
This episode is the only one to be produced using a Digital Ink-and-Paint Animation system. Every other episode used the traditional hand-painted "cel" animation method.
 
Siamo caduti in basso, bisogna dirlo. Ma non così in basso da far gridare allo schifo, PB&J Otter ha degli episodi deboli, ma mai che cadono nello sgradevole. Semplicemente gli sceneggiatori non hanno più buone idee per le storie a due parti.
La prima storia racconta di Munchy che compie 8 anni e quindi diventa un castoro “grande” e deve iniziare a prendersi delle responsabilità, ad aiutare sua madre a mettere a posto dei tronchi, se non erro (non vedo l’episodio da più di 2 anni). All’inizio ha dei problemi, ma alla fine ce la fa. Ovviamente appaiono anche PB&J ma qui sono piuttosto inutili e statici, e questo episodio sebbene abbia una sceneggiatura senza toppe, falle o allungamenti, non è niente di veramente interessante, ricorda un po’ Mama Peanut per il tema delle responsabilità e anche Mama for a day. Non c’è azione e la storia scorre un po’ lenta. Comunque l’animazione è una delle più deliziose in assolute, mi chiedo perché non abbiano usato questa tecnica di colorazione in tutta la terza serie. La storia non è neanche male, anzi è da 6.
Bah! La seconda storia è un puro riempitivo dove Peanut, Munchy, Flick e Jelly apprendono dal sindaco Jeff che sotto il lago vive un mostro. Quindi i ragazzi si immaginano i loro supereroi preferiti che tentano di combatterlo, in una serie di sequenze non proprio curiose da vedere. Alla fine si scopre che il mostro è buono e giocherellone. L’episodio ricorda i precedenti Come back, little monster per il tema del mostro nel lago e The Duck who cried wolf per il fatto che alla fine il mostro non era così cattivo (ma ciò accadeva anche in Come Back, little monster dove Jelly faceva amicizia con Kevin). Il fatto che il mostro sia buono è perdonabile secondo me, quello che invece non perdono sono le sequenze con i supereroi. Voto: 5/10

25) Il giorno di San Valentino/ Il cugino Ricky (3 settembre 2000)
SanValentinomifaschifoèunafestacommerciale.
Due episodi a tema San Valentino…a settembre? Non saprei spiegare bene la cosa, ma cronologicamente (inteso come in ordine di produzione, non di messa in onda!) vengono dopo l’episodio di Halloween.
La trama della prima storia è così banale da essere stata usata in almeno altri 330 cartoni. Avete presente quelle storie dove un personaggio è depresso perché nessuno si ricorda del suo compleanno e poi alla fine gli altri gli fanno una festa a sorpresa? Qui è più o meno così, con un elemento di novità: non è infatti di un compleanno che si parla, bensì di San Valentino. Flick crede che i suoi amici non gli abbiano mandato una Valentina e quindi inizia a dire che San Valentino fa schifo, ma alla fine si scopre che i suoi amici gli vogliono ancora bene. Nonostante la banalità della storia, l’episodio è anche simpatico da guardare, e scorre via anche velocemente. Quindi il voto è 6 e ½ .
 
La seconda storia ha qualche problema di sceneggiatura, ed è anche una delle più lente in assoluto della serie. La prima parte racconta di Jelly che va a trovare Pinch per giocare con lei, ma questa ha un ospite, il cugino Ricky, un cittadino e allora Jelly diventa gelosa. C’è anche un errore di colorazione, quando Pinch va sull’altalena per un attimo è colorata di grigio. E c’è anche un elemento metateatrale quando Jelly canticchia il tema del cartone animato. Nella seconda parte Jelly va a casa e la mamma racconta a lei, Peanut e Butter di dare una chance agli sconosciuti e lo fa raccontandole brevemente (3 minuti) la storia di quando ha conosciuto Ernest e poi si sono sposati. Il tema è raccontato in maniera genuina, ma è ovvio che in un cartone per bambini non ci siano sesso (anche se secondo me bisognerebbe far sapere ai bambini come vengono creati) ed effusioni, ma questa genuità sfocia un po’ nel piatto per un adulto. Con questo non voglio dire che volessi le cose perverse, non arrivo mica a questi livelli, ma semplicemente mi sono accorta che anche gli autori erano costretti a scrivere poco e lasciare solo quello che i bambini capiscono. Comunque dopo parte una canzone New Friends, Life sweet surprise e mentre Opal la canta si vedono due coniglietti non antropomorfi, quando in episodi precedenti si erano visti dei conigli parlanti. Alla fine della canzone Jelly chiede il pensiero più ovvio e buffo che possa venire a un bambino: “Ma questo significa che devo sposare Ricky?” No, non deve sposarlo, solo conoscerlo meglio. La storia soffre di una sceneggiatura piuttosto disorganica e poco compatta, di sicuro trasmette come al solito un buon messaggio ai bambini, ma paradosso per PB&J, questa puntata è proprio senza immaginazione. Voto: 5/10

26) Il posto più bello del mondo (24 settembre 2000)
 
E si arrivò alla conclusione, con questo episodio finale, quasi perfetto.
Cosa succede quando a lago Urrà ritorna l’affarista Mister Bigdog e propone di trasformare l’intera comunità rurale in un parco dei divertimenti ultra tecnologico? I cittadini ovviamente si ribellano e cercano di farglielo capire.
Però nella serie non esistono cattivi con piani malvagi, quindi Bigdog viene presentato come un ingenuotto che vuole attuare subito i suoi piani senza sapere le effettive conseguenze. Ciò per un cartone del genere va benissimo. L’episodio, tuttavia, offre anche dei piani di lettura più adulti: c’è il tema del luogo incontaminato che potrebbe essere distrutto per scopi affaristici o turistici(quanti boschi sono stati distrutti per far posto a delle fabbriche; com’è stato snaturato Ayers Rock/Uluru con grande dolore per gli aborigeni), c’è anche il tema del coinvolgimento delle masse con proposte demagogiche prima di salire al potere per farsi i propri affari e non curarsene del popolo, c’è anche il tema della superficialità delle persone ingenue (come Mr. Bigdog). Poi vorrei darvi un consiglio: guardate questo episodio senza guardare Save the Oaky Oak Tree. I due episodi sono molto simili: se quello mandato in onda nel 1999 è infantile, questo invece è molto più profondo e divertente.
L’episodio inizia con la noia più totale, il vuoto più assoluto…PB&J hanno praticamente fatto tutto il fattibile e quindi cantano Nothing to do on lake Hoohaw una canzone sulla noia, molto geniale. C’è anche una citazione colta, perché si vede Butter assumere la posizione del Pensatore (sempre in ambito disneyano, il Pensatore apparirà raffigurato sotto forma di mucca nella storia barksiana Paperino e l’argento infiammabile). Poi arrivano degli Snooties, con dei regali mandati da Bigdog in modo da avere i favori della comunità prima di fare il disastro. E la storia inizia a marciare alla grande quando Edward Snootie e Mr. Bigdog convincono gli abitanti di Lago Urrà che il lago trasformato sarà la cosa migliore di tutti i tempi. La trama incalza, finchè arriva qualcosa di mai osato prima nella serie: una macchina risucchiatutto, pronta a risucchiare il lago. Dopo questa climax, parte subito la seconda parte dell’episodio con Bigdog ancora più ostinato a distruggere il lago, ma i ragazzi lo convinceranno con una canzone stupenda che scalda veramente il cuore: No place we’d rather be. Durante questa canzone vengono mostrate clip degli episodi passati, e il genio degli autori sta in questo: non aver fatto uno schifoso episodio finale pieno di clip show e con zero trama (come accadde, ahimè, su Zack e Cody al grand hotel), ma di aver messo per pochi secondi, dentro una canzoncina, delle immagini che scorrono solo per un sesto di schermo. Mister Bigdog quindi capisce che un luogo è anche pieno di abitanti, con le loro storie e sentimenti, e si arrende definitivamente e, dopo aver ballato il ballo del cervello in stile texano, decide di rimanere per una settimana a lago Urrà. L’episodio e, con esso, la serie, finisce con la famiglia delle lontre mentre torna a casa e si sente in sottofondo la sigla della serie TV. E così finì definitivamente la serie tv. L’episodio A Hoohaw Halloween mandato in onda dopo, in realtà è precedente a questo, perché Goodbye Lake Hoohaw è la vera fine. Da una parte sono contenta che la serie sia finita, perché è bello pensare a una serie come qualcosa che ha in sé la completezza e inoltre perché gli ultimi episodi erano veramente alla frutta come idee; dall’altra sono triste, perché molti cartoni di Playhouse Disney che verranno in futuro daranno una cattiva nomea al canale che quando era nato era un ottimo contenitore di programmi per bambini, ma dal 2004 in poi è caduto sempre più in giù (con l’unica eccezione del decente Manny Tuttofare che guardavo ogni tanto se mi alzavo presto), con cartoni di una superficialità tale (basta vedere l’episodio natalizio di Higglytown Heroes dove l’elfo di Satana Claus –citazione Paul Auster- ha un’idea magica e dice ai bambocci di Higglytown che a Natale è tutto possibile. MA PER FAVORE! Vogliamo rincretinire i bambini con ‘ste stronzate commerciali? I bambini hanno tutto il diritto di giocare e divertirsi, ma non di credere a creature inventate dalla Coca Cola-che non hanno niente a che fare con il Natale. Io penso che raccontando le bugie ai bambini si manchi loro di rispetto.Il Natale lo devono celebrare solo i Cristiani, ma senza le cavolate commerciali. Punto.Oppure cosa dire di Gambadilegno che è diventato buono? Per quanto mi riguarda, Gambadilegno era un cattivo proprio fetente e truce, lo preferisco quando spacciava oppio oppure era alleato con i nazisti, quello sì che era un Cattivo come si deve. E Mickey Mouse sulla Casa di Topolino lo va a salvare. Floyd Gottfredson si rivolta nella tomba. Se Walt Disney fosse stato vivo, una serie prescolare con i topi e i paperi l’avrebbe stroncata sul nascere.) da far venire una tristezza a tutti quelli che hanno visto PB&J Otter e conoscono gente che dice che i cartoni prescolari della Disney fanno tutti schifo solo perché hanno visto quella merdaccia uscita in DVD dal 2005 in poi e hanno dimenticato che una volta c’erano delle serie veramente gradevoli. O peggio, quelli che dicono che PB&J otter fa schifo senza averlo visto solo perché in italiano ha un titolo pietoso e perché era su Playhouse Disney. Io ho incontrato due “persone” del genere che avevano sfottuto le mie recensioni senza vedere il cartone, e mi verrebbe voglia di mollare ad entrambi un calcio in culo per aver sfottuto me e le mie recensioni. Ho trovato poche persone che hanno visto il cartone e hanno riportato giudizi negativi, ma sinceramente non mi importa, perchè ognuno ha il diritto di avere le proprie opinioni (sia positive che negative) SOLO se ha visto quella cosa. Quindi la conoscenza a priori di Kant non è sempre vera. Non mi importa se uno conosce questo cartone e lo giudica male, tanto mica l’ho creato io! La cosa che veramente m’importa è che queste recensioni vengano rispettate (non sfottute) e che possano aiutare chi non ha mai visto il cartone ad avere un’idea chiara e senza pregiudizi. I pregiudizi sono fetenti, bloccano la conoscenza.Spero di non sembrare una fanatica, ma a me dà veramente fastidio quando uno critica quello che scrivo senza avere una minima idea di ciò di cui sto parlando.
Iniziando a recensire questo episodio ho scritto che è quasi perfetto, questo quasi infatti indica che in questo episodio quando i ragazzi ballano la Noodle Dance, in certi momenti sembra troppo lunga. Forse gli autori avevano un leggero blocco dello scrittore, poco importa, poiché il voto che do all’episodio è quello che si merita l’intera serie, nel suo complesso. Voto episodio finale: 9 ½
VOTO DELL’INTERA SERIE
9 ½ /10
FINE TERZA PARTE
Finiti gli episodi, vi parlo del film che non fu mai fatto, del merchandising, dei personaggi e poi della serie recensita nella sua totalità e perché molti ragazzi la amano
ancora, nonostante siano cresciuti!

Queste recensioni sono scritte per piacere personale e per scopo divulgativo.
Nessuno mi ha pagato per farle e non ho legami con la Disney e i suoi affiliati.